Il Cremlino ha ribadito che le condizioni della Russia per una pace negoziata in Ucraina rimangono invariate rispetto a quelle delineate nel 2024 dal presidente Vladimir Putin. Questa posizione è stata espressa dal portavoce Dmitry Peskov, delineando il quadro di Mosca per un potenziale accordo volto a risolvere il conflitto.

Le richieste fondamentali, richiamate da Peskov, includono il riconoscimento alla Russia delle quattro regioni ucraine rivendicate: Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson. A queste si aggiunge l'impegno vincolante di Kiev a non aderire alla NATO.

Peskov ha specificato che l'unico cambiamento significativo intervenuto in questi due anni riguarda la situazione sul terreno militare, dove "la situazione è diventata molto peggiore per l'Ucraina".

Le richieste territoriali e di sicurezza di Mosca

Il riferimento alle condizioni formulate da Putin nel 2024 stabilisce la base della posizione russa per un accordo di pace. Tali richieste prevedono esplicitamente il ritiro delle forze ucraine dalle quattro regioni che Mosca considera parte integrante del proprio territorio. Parallelamente, è richiesta la rinuncia pubblica di Kiev a qualsiasi piano di adesione all'Alleanza Atlantica. La dichiarazione del 10 settembre 2026 conferma, pertanto, la continuità e la fermezza della posizione russa sia sui confini territoriali sia sulle future alleanze militari dell'Ucraina, senza introdurre alcuna modifica ai punti precedentemente stabiliti.

Il nucleo centrale della posizione esposta dal Cremlino rimane saldamente focalizzato sulle quattro regioni ucraine rivendicate e sul rapporto tra Kiev e la NATO. Le città di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson sono elencate come elementi chiave delle condizioni territoriali poste da Mosca. La rinuncia all'ingresso nella NATO è, invece, indicata come un impegno politico imprescindibile richiesto all'Ucraina nell'ambito di un processo di pace negoziato.

Il contesto delle dichiarazioni e la posizione di Putin

Nel contesto delle comunicazioni relative alla posizione russa, il presidente Putin ha costantemente ribadito l'obiettivo di ottenere il pieno controllo delle quattro regioni in questione.

In tal senso, ha categoricamente respinto una proposta ucraina che mirava a una limitazione delle ostilità e a un reciproco stop agli attacchi a lungo raggio. Questo aspetto, pur essendo collegato al tema delle condizioni per un accordo, non altera i punti indicati da Peskov come invariati rispetto alle formulazioni del 2024.

L'ufficio del presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy non ha rilasciato una risposta immediata in merito alle recenti dichiarazioni del Cremlino.