Il ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, è intervenuto a Trieste il 15 settembre 2026, alle 11:44, per affrontare il tema dell’abbattimento di un drone in Lituania. A margine del Forum Annuale dell’Osservatorio Sud-Est Europa, Tajani ha sottolineato l’urgenza di chiarire l’origine del velivolo e di definirne il quadro completo prima di trarre conclusioni definitive sull’episodio.
Il ministro ha evidenziato come prioritario stabilire la traiettoria del drone. È fondamentale, ha spiegato, verificare con certezza da dove sia partito il velivolo, se il suo obiettivo fosse un Paese della NATO o un Paese europeo, oppure se il drone sia stato semplicemente deviato dal suo percorso originale.
Contestualmente, Tajani ha ribadito l’importanza di mantenere una vigilanza costante delle frontiere e di far comprendere in modo inequivocabile che «l'Europa e la NATO sono in grado di difendersi da qualsiasi tipo di attacco».
Le dichiarazioni del Ministro degli Esteri sul drone
Le affermazioni del ministro sono state formulate in risposta a una specifica domanda riguardante l’incidente del drone in Lituania, sollevata durante l’evento triestino. Il fulcro dell’intervento di Tajani risiede nella necessità di una verifica preliminare sull’origine del velivolo e sulla natura del suo potenziale bersaglio. Il ministro ha chiaramente distinto tra l’ipotesi di un bersaglio diretto verso un Paese membro della NATO o dell’Unione Europea e quella di una mera deviazione, senza aggiungere ulteriori dettagli sugli accertamenti in corso.
Tajani ha poi collegato l’episodio alla più ampia questione del controllo delle frontiere e alla capacità di difesa dell’Europa e dell’Alleanza Atlantica. Ha enfatizzato l’esigenza di una sorveglianza continua e la prontezza nella risposta a possibili attacchi, in un contesto di salvaguardia della sicurezza dello spazio europeo e dell’Alleanza. La sua dichiarazione si è mantenuta focalizzata sul caso specifico del drone in Lituania e sulla fase di verifica indicata come imprescindibile.
La missione NATO di Air Policing nei Paesi baltici
Nel contesto della regione baltica, la NATO opera con una specifica missione di Air Policing, dedicata alla protezione e alla salvaguardia dello spazio aereo alleato.
Questa missione è di cruciale importanza anche per Lituania, Lettonia ed Estonia, nazioni che non possiedono autonomamente gli assetti aerei necessari per garantire un controllo efficace dei propri cieli. Per sopperire a questa lacuna, gli Stati membri dell’Alleanza forniscono le capacità richieste attraverso rotazioni operative periodiche. La missione di Air Policing nei Paesi baltici assicura così una costante presenza e prontezza difensiva, contribuendo alla sicurezza collettiva della regione.