La Commissione europea ha proposto al Consiglio, il 23 settembre 2026 a Bruxelles, di revocare le misure di salvaguardia adottate nel 2022 contro l’Ungheria. L'iniziativa, ai sensi del regolamento sulla condizionalità, sbloccherà 4,2 miliardi di euro di impegni sospesi della politica di coesione. Prevede il ripristino dell’accesso ai programmi Erasmus+ e Horizon Europe per studenti e ricercatori ungheresi legati a università gestite da fondazioni di interesse pubblico.

La presidente Ursula von der Leyen ha collegato la decisione alle riforme ungheresi su Stato di diritto e tutela degli interessi finanziari UE.

Von der Leyen ha dichiarato: “Oggi proponiamo di sbloccare 4,2 miliardi di euro”, poiché l’Ungheria ha risolto le violazioni dello Stato di diritto che incidevano sul bilancio UE.

Sblocco fondi: la proposta al Consiglio

Il passaggio al Consiglio è cruciale per la chiusura delle misure di salvaguardia del 2022. Se approvata, ripristinerà i 4,2 miliardi di euro di impegni sospesi della politica di coesione e l’accesso a Erasmus+ e Horizon Europe per studenti e ricercatori delle università ungheresi gestite da fondazioni di interesse pubblico. La decisione finale sul meccanismo di condizionalità spetta agli Stati membri.

La Commissione ha valutato le misure correttive notificate dall’Ungheria il 9 settembre 2026 e la loro attuazione.

I settori esaminati includono appalti pubblici, anticorruzione, rischi di conflitto di interessi ed efficacia dell’azione penale. La Commissione ha riscontrato che l’Ungheria ha risolto le “carenze e lacune precedentemente individuate”.

Contesto dei fondi sospesi

Il dossier si inserisce nel contesto dei fondi vincolati al rispetto dello Stato di diritto e alla protezione del bilancio dell’Unione. Alla fine del 2022, il Consiglio dell’Unione europea aveva sospeso 6,3 miliardi di euro di fondi di coesione all’Ungheria. Questa sospensione, nell’ambito del meccanismo di condizionalità, era motivata da carenze nel quadro anticorruzione.