Oggigiorno numerosi studenti sono costretti ad abbandonare i propri studi a causa dell'aumento delle tasse universitarie e dei prezzi dei libri di testo che, con il passare del tempo, raggiungono livelli sempre più inaccessibili per le tasche di numerose famiglie italiane. A questi costi, che inevitabilmente si devono sostenere, possono poi aggiungersi quelli relativi all'affitto di una casa che gravano, e non poco, sui c.d. studenti fuorisede ossia a coloro che per diverse esigenze decidono di abbandonare l'abitazione della propria famiglia per trasferirsi in una casa indipendente.

I prestiti d'onore agli studenti nascono con l'obiettivo di aiutare gli studenti universitari a sostenere parte delle spese imputabili al fatto stesso che hanno deciso di frequentare questa o quella facoltà.

Ci si aspetterebbe, pertanto, una elevata domanda di tali prestiti essendo numerose le famiglie che hanno problemi a pagare gli studi ai propri figli. Tuttavia gli ultimi dati emanati dalle banche, certificano una bassissima richiesta da parte degli studenti universitari che quindi preferiscono non far ricorso ai prestiti d'onore. La ragione di questo inspiegabile dato va ricercata, fondamentalmente, nel fatto che questi prestiti d'onore hanno caratteristiche molto simili ai tradizionali prestiti che gli istituti finanziari offrono quotidianamente a privati ed imprese.

Daniele Terlizzese, dirigente della Banca d'Italia, afferma che una proposta interessante sarebbe quella di far pagare un rimborso annuo in percentuale al reddito che lo studente inizia a guadagnare una volta terminati gli studi. Un simile prestito, infatti, eliminerebbe il fattore incertezza circa la possibilità di rimborsare lo stesso, che ad oggi rappresenta la causa più importante del fallimento delle richieste dei prestiti d'onore agli studenti.