Richiedere un prestito ad un istituto di credito non è mai così semplice. Le banche sono sempre più restie ad erogare finanziamenti ed anche laddove decidessero di concederli, spesso si richiede di stipulare una polizza assicurativa grazie alla quale l'istituto erogatore ha una garanzia supplementare in caso di inadempienza del richiedente. Oltre a ciò, non vanno affatto dimenticati gli interessi applicati che, se conteggiati nell'arco di 15-20 anni, rendono la somma originariamente erogata ben più alta.

Pertanto accade con sempre maggiore frequenza che si ricorra a forme di prestito alternative, in cui a fare da creditore sono persone care al soggetto che ne ha bisogno (parenti, piuttosto che amici stretti).

Tuttavia va precisato come una simile forma di prestito, se effettuata senza le dovute precauzioni, non sia affatto legale, ponendo in serio rischio i soggetti interessati. Il Fisco italiano, infatti, sta effettuando controlli sempre più stringenti e laddove vede un accredito o un addebito ha facoltà di richiederne la motivazione.

Ciò, tuttavia, non significa affatto che è illegale prestare del denaro ad un amico o ad un parente: ci sono infatti due differenti modi per cui tale pratica diventa legale. La prima è quella di mandare una apposita comunicazione all'Agenzia delle Entrate, mediante le quali i soggetti palesano il passaggio di denaro. L'altro metodo è quello della raccomandata con ricevuta di ritorno fra debitore e creditore. Così facendo le parti non rischiano alcuna sanzione anche in caso di controlli da parte del Fisco.