Le statistiche più recenti e appena diffuse dicono che in Italia negli ultimi anni il numero delle persone in sofferenza nel pagamento delle rate di un prestito sono quintuplicate. Oggi comunque le banche e le finanziarie hanno stretto i rubinetti dei prestiti, quindi risulta più complicato di prima ottenere un mutuo per la casa, un prestito per l'acquisto dell'automobile ed anche quattro spiccioli per comprare un telefonino nuovo. Figuriamoci se colui che richiede un prestito è finito in una black-list dei cattivi pagatori.

Il mondo dei prestiti è completamente informatizzato, ciò significa che anche la sola richiesta di un finanziamento lascia tracce nel sistema a cui tutti gli intermediari del credito, dalle banche alle più sconosciute finanziarie fanno riferimento.

La natura di queste liste è evitare agli intermediari di prestare soldi ad alto rischio ed evitare ai richiedenti il rischio di un super indebitamento. Tutto questo sistema è il SIC (sistemi di informazioni creditizie) che infatti raccoglie tutti i dati che vanno dalle richieste alla concessione di fidi. Per esempio una richiesta di finanziamento anche se respinta resta nel SIC 30 giorni. Ed ecco a noi la branca più interessante del sistema, il Crif, l'albo dei pagatori in difficoltà, quelli che comunemente chiamano cattivi pagatori.

In genere si confonde, sbagliando, il cattivo pagatore con il protestato. Quest'ultimo è colui che ha emesso assegni a vuoto e non finisce nel Crif ma nel CAI (centrale di allarme interbancaria) avrà sanzioni pecuniarie dal Prefetto, dovrà comunque pagare l'importo dell'assegno più le spese e di norma sparirà dalla lista nera delle banche decorsi 5 anni o prima se riesce a dimostrare di aver pagato tutto, dall'importo dell'assegno alle sanzioni.

Per il protestato iscritto al CAI è facile che le banche rifiutino per l'apertura dei successivi conti correnti, il rilascio di nuovi assegni, i fidi e le carte di credito.

Per i cattivi pagatori bastano due rate di ritardo nel pagamento di un prestito qualsiasi e si resta nella lista nera del Crif un anno, anche se si è provveduto successivamente a sanare il debito.

Per ritardi maggiori che vanno oltre le due rate si rimane nel limbo per 2 anni. In molti casi inoltre lo stato di difficoltà persevera e porta il debitore non solo ad avere ritardi ma a non riuscire più a completare i pagamenti. In questo caso si rimane nella lista per 3 anni che partiranno da quando scade il contratto di finanziamento oppure da quando la società finanziaria determina il definitivo passaggio in perdita del credito o da quando la stessa cede il credito ad una società di recupero.

Quindi molti anni di iscrizione alla lista che porteranno il trasgressore a non poter finanziare nemmeno l'acquisto di un frigorifero nuovo.

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