La bomba a orologeria rappresentata dalla reiterazione delle supplenze a tempo determinato continua a ticchettare all'interno del palazzo del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Non sembra esserci un modo per disinnescare questa bomba e i sudori freddi di chi ci sta provando si percepiscono nell'aria. Si spera comunque di riuscire a limitare i danni quando il 27 marzo la Corte Europea emetterà la sentenza sulla reiterazione delle supplenze.

La Corte Costituzionale con l'ordinanza 207/2013 ha interpellato la Corte Europea per pronunciarsi, tra le altre cose, sulla legittimità o meno della legge comunitaria (che ricordiamolo, vieta di abusare dei contratti a tempo determinato) sull'uso di contratti a termine per ricoprire posti vacanti nella scuola, continuando a farlo nel tempo, reiterandoli e abusandone quindi, senza, allo stesso tempo, dare indicazioni su tempi e modi di indizioni ed espletamento di concorsi che permettano ai precari di venire assunti con contratto a tempo indeterminato.

La Commissione Europea ha già risposto a questa domanda, e la risposta avrebbe già dovuto mettere molto in allarme il MIUR. Se ora la Corte Europea dovesse ribadire che le norme italiane nel comparto scuola (almeno per quanto riguarda l'assunzione a tempo determinato dei precari) non sono compatibili con la legge comunitaria, sarebbe un bel problema.

Non accadrebbe, come i precari auspicano, l'assunzione in massa di tutti coloro che fino ad ora sono stati costretti a lavorare con contratti a tempo determinato reiterati, ma in sostanza la questione tornerebbe nelle mani alla Corte Costituzionale e quindi passerebbe ai tribunali del lavoro che potrebbero imporre al MIUR dei risarcimenti senza mettersi a guardare per il sottile i tipi di contratti differenti e senza distinguere tra di essi, e solo in ultima analisi imporre (ma si prospetta come una eventualità molto molto rara) assunzioni.

Il danno maggiore non sarebbe per il MIUR ma per le casse dello Stato già duramente provate dalla crisi. Forse se ci fosse più tempo a disposizione una soluzione al problema si potrebbe trovare, ma con un solo mese a disposizione sarà molto difficile limitare i danni che questa bomba potrebbe provocare.