L'argomento Lavoro, è uno dei più delicati di questi tempi, non solo per la sua ricerca con relativa richiesta e offerta, ma perché anche a causa delle leggi esistenti è sempre più remota la possibilità di sentirsi proporre un contratto a tempo determinato, figuriamoci a tempo indeterminato. Questo è dovuto anche al fatto che aziende, società e associazioni spenderebbero di più assumendo, sarebbero costrette a pagare tasse e contributi, quindi perché non sviare e tenere con sé chi fa lavoretti e collaborazioni?

Da un lato non si è obbligati a un vero e proprio orario lavorativo, ma si è costretti a pagare da sé i contributi e a sopravvivere con l'esigua cifra percepita, come avviene con la Partita IVA. Tuttavia inquadrare in che categoria è collocabile il vostro lavoro potrebbe essere molto utile e di conseguenza vi aiuterà a capire qual è il metodo più adatto per farvi pagare.

E veniamo a cos'è il Lavoro Accessorio. Sotto questa dicitura si intende una modalità di prestazione lavorativa volta a regolamentare le prestazioni occasionali, svolte in modo saltuario e per questo 'accessorie', non riconducibili a contratti di lavoro.

Il pagamento di queste, che ha anche il fine di combattere il lavoro in nero avviene attraverso i buoni lavoro, chiamati voucher.

Ad esclusione del settore agricolo, nel momento in cui un datore acquista un buono del valore di 10 euro, questa cifra viene ripartita in 7.50 euro che corrispondono al compenso minimo, al netto, di un'ora di prestazione, e il resto a favore del pagamento delle tasse, che comprende la copertura previdenziale presso l'Inps e quella assicurativa presso l'INAIL.

Vediamone i vantaggi. Qui il committente va a beneficiare di prestazioni nella completa legalità, con copertura assicurativa INAIL per eventuali incidenti sul lavoro. Mentre il prestatore può integrare le sue entrate il cui compenso oltre ad essere cumulabile con i trattamenti pensionistici e compatibile con i versamenti volontari, è esente da ogni imposizione fiscale; il tutto non va a incidere sullo stato di disoccupato o inoccupato.

Il lavoro accessorio può esser svolto da pensionati, studenti nei periodi di vacanza (giovani con più di 16 e meno di 25 anni di età, regolarmente iscritti ad un ciclo di studi), percettori di prestazioni integrative del salario o sostegno al reddito come cassintegrati o titolari di indennità di disoccupazione; lavoratori part-time, prestatori extracomunitari se in possesso di permesso di soggiorno e altre categorie di prestatori come inoccupati, lavoratori autonomi, lavoratori dipendenti pubblici e privati.

Per quanto riguarda i Limiti economici i compensi percepiti dal prestatore considerata la totalità dei committenti non possono superare per il 2014, 5.050 € nette (6.740 € lorde) nel corso dell'anno solare (1 gennaio - 31 dicembre).

Quelle rese nei confronti di liberi professionisti e imprenditori commerciali non possono superare i 2.020 € netti (2.690 € lordi) per ciascun committente, fermo restando il limite di 5.050 €, e per chi percepisce misure di sostegno al reddito il limite economico è di 3.000 euro nette (4.000 euro lorde).

Prima dell'inizio dell'attività di lavoro accessorio il committente deve effettuare la comunicazione di inizio prestazione all'INPS. Nella sezione indicata sul sito trovate tutte le informazioni, e le modalità di acquisto dei voucher. La mancata comunicazione all'INPS/INAIL prevede l'applicazione di una maxisanzione.
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