Molti passi in avanti sono stati fatti in materia di parità sessuale, quote rosa, incentivi ed agevolazioni per donne e madri, ma viene da chiedersi se non si possa fare altro, se sia necessario un radicale cambiamento del mondo del lavoro.
Rendiamoci conto che il mondo del lavoro non ha bisogno di una donna che emuli il comportamento dell'uomo, il ruolo materno è una parte imprescindibile del comportamento femminile negarlo significa negare la vita. Dobbiamo soffermarci sulle ragionevoli differenze tra la vita lavorativa dell'uomo e la Vita lavorativa della donna e riflettere sul fatto che la donna è subentrata solo da pochi decenni nel mondo del lavoro.
Un lavoro troppo duro, violento per permettere alla donna di farne parte. Un mondo sino ad allora prettamente maschile.
Non è possibile essere insofferenti ad un istinto fondamentale come l'istinto materno femminile quanto l'istinto riproduttivo maschile. La donna deve pretendere la definizione di modelli di vita lavorativa in grado di dar valore al ruolo della madre in ogni circostanza della vita quotidiana. La donna intesa come madre, come l'uomo in quanto padre, hanno dunque l'obbligo e il dovere di concepire un nuovo modo di intendere il lavoro in quanto vita quotidiana, come la vita di ogni essere umano è composta di famiglia, lavoro, istruzione, e cultura.
Non è sufficiente stabilire dei paletti attorno ai quali reggere futili affermazioni circa la superiorità dell'uno o dell'altro sesso.
In senso più ampio ristretto dobbiamo renderci conto che la famiglia non può essere posta in secondo piano in nessun frangente, come l'uomo ha in parte accettato lavorando per mantenere la propria donna e la propria prole. Come moglie e marito l'uomo e la donna devono stabilire nuove regole di vita, un nuovo modo di concepire il lavoro, la famiglia va di nuovo posta in primo piano, da entrambi.
Le aziende non sono in grado di applicare un criterio qualitativo del lavoro prestato, piuttosto che quantitativo. La donna è senza dubbio più abile nel percepire questa differenza. Particolare interesse suscitano i finanziamenti e le agevolazioni per donne, giovani e imprese emergenti erogati dalle regioni Lombardia, Piemonte, Lazio e Puglia.