Il Def, il Documento di Economia e Finanza, rappresenta il principale strumento della programmazione economico-finanziaria del nostro Paese. Proposto dal governo e approvato dal Parlamento, esso indica la strategia economica e di finanza pubblica nel medio termine.



Il popolo italiano e in particolare i pensionati avevano riposto molte delle loro speranze nel Piano nazionale di riforme che verrà presentato con il Def; specie quanto concerne un deciso cambio di rotta lontano dall'austerità e verso la ripresa economica ma sembra che non sarà cosi.



Quota 96




I primi ad aver sperato a una risoluzione dei propri problemi e i primi ad avere serie aspettative dal suddetto piano riforme erano gli esodati della scuola.

Dopo l'approvazione da parte delle Commissioni Lavoro e Bilancio della Camera della risoluzione targata Saltamartini, queste 4 mila persone pensavano di aver raggiunto il capolinea. Tutto invano, il governo Renzi, con una modifica dell'ultima ora, si è impegnato a 'riferire' sulle necessarie risorse invece che 'reperirle' entro il Def. Insomma per i quota 96 del reparto scolastico si profila l'ennesima delusione.



Esodati




E se 4 mila docenti non hanno speranza di veder risolto il loro problema, figuriamoci le migliaia e migliaia di esodati. Il loro caso sarà oggetto di discussione il 14 aprile ma per loro la questione è un altra. L'Inps ha messo da parte un fondo esodati, riservato esclusivamente per la legge salva-esodati.

Peccato che non si sappia esattamente quanti sono. Infatti, come denunciato di recente da Renata Polverini con una lettera inviata al premier Renzi, tale numero sarebbe nascosto: "Vorrei stigmatizzare il comportamento del direttore generale dell'Inps, dott. Mauro Nori che si è rifiutato - spiega la Polverini - di fornire il numero dei lavoratori da salvaguardare"!

Senza un numero preciso saltano infatti tutte le discussioni sulle eventuali coperture finanziarie.



Pensioni




Nemmeno per le pensioni si profilano cambiamenti, il che forse è meglio viste le recenti discussioni su un possibile taglio. Il premier Renzi ha chiarito senza mezzi termini che almeno quelle fino a 3.000 euro non si toccano- Tranquilli - per ora - possono stare anche i cosiddetti pensionati d'oro.

Nonostante molti politici vorrebbero tagliare, tassare o inserire un contributo di solidarietà alle pensioni sopra i 10 mila euro mensili, dopo aver fatto due conti, si capisce subito che tale risparmio non potrà di certo - da solo - finanziare riforme o corregge le ingiustizie dell'attuale legge pensionistica.



La prossima data decisiva sarà il 14 aprile… ma forse quella davvero critica è il 26 maggio, il giorno successivo alle elezioni europee.

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