In un angolo Matteo Renzi, Presidente del Consiglio e sostenitore della 'famigerata' riforma Fornero. Di fronte a lui Cesare Damiano, Presidente della commissione Lavoro alla Camera e 'protettore dei pensionati'. Entrambi al lavoro per risolvere situazioni difficili e cercare di portare il Paese fuori dalla crisi.

La risposta secondo il premier: "Il lavoro", se tutti avessero un lavoro la situazione finanziaria si sarebbe risolta da se. Facile da dirsi estremamente arduo da attuare, specie se si considera che secondo gli ultimi dati Istat la disoccupazione nel nostro Paese ha raggiunto il numero record del 13%!

Per l'ex ministro del Lavoro non ci sono dubbi, responsabile - per gran parte - dei problemi del mercato di lavoro è la riforma previdenziale Fornero. Secondo Damiano una legge che innalza - di colpo - l'età pensionabile a 67 anni "ha come conseguenza il blocco del turnover e, inoltre, il mancato ingresso dei giovani nel mondo del lavoro".

Il Premier Renzi invece ha da tempo dichiarato che "le regole che aumentano la disoccupazione non funzionano".

Alla fine tutti e due dicono la stessa cosa, per far uscire il Paese dalla crisi finanziaria serve una ripresa economica, e per avere una ripresa economica serve il lavoro; Il mercato del lavoro sperimenta una forzata introflessione principalmente a causa della mancanza di capitali ma anche a causa di un blocco del ringiovanimento della forza lavoro.

In parole povere: se i vecchi non vanno in pensione i giovani non troveranno mai posto.

Damiano con la sua flessibilità in uscita vorrebbe offrire una via d'uscita a chi non può rimanere a lavorare e nel contempo 'creare' richiesta nel mercato lavorativo. Renzi per ora è irremovibile nell'approdare modifiche alla legge Fornero.

La proposta di staffetta generazionale del ministro Marianna Madia era un passo verso questa direzione, forse una modifica della stessa metterebbe d'accordo entrambi.

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