È un rapporto con tante ombre e qualche luce, quello ISTAT 2014, presentato alla Camera dalla presidente Laura Boldrini. Ne dà notizia il Corriere della Sera nella sua edizione on line. In sintesi, un'Italia dove si vive sempre di più, ma che fa sempre meno figli. Un Paese in costante invecchiamento e dove i giovani hanno ripreso ad emigrare, perchè lavorare è sempre più difficile. Nonostante le prospettive in crescita del PIL. Ma andiamo con ordine.

In Italia la vita media è in aumento, ma questo dato, di per sè positivo, se incrociato col dato che vede la natalità avere toccato il suo nuovo record negativo dal 1995 (515 mila nuovi nati, 11mila in meno rispetto al precedente record negativo), anche per quanto riguarda la fertilità tra le donne straniere (in discesa), allora si percepisce il rovescio della medaglia, che vede il nostro Paese sempre più vecchio.

Gli over 65 sono oramai 151,4 ogni 100 giovani under 15. Un rapporto che nella media europea è di 116,6 ogni 100 under 15. Perciò invecchiamo più del resto del continente.

A questo fatto si deve aggiungere il dato che vede i giovani italiani rivolgersi sempre di più all'emigrazione verso l'estero. Il rapporto ISTAT segnala infatti che nel 2012 sono stati 28mila i giovani tra i 18 e i 34 anni che hanno lasciato il Paese, 10mila in più rispetto al 2008. Perchè in Italia lavorare, a meno che non si disponga di qualche conoscenza, è sempre più difficile: le persone senza lavoro sono infatti 6,3 milioni, quasi un decimo dell'intera popolazione, sommando disoccupati e i cosiddetti cittadini inattivi.

Una disoccupazione che aumenta costantemente, soprattutto tra la popolazione maschile.

Tuttavia i problemi esistono anche per le donne italiane, che trovano ancora consistenti difficoltà a restare nel mercato del lavoro, nel momento di una gravidanza. L'ISTAT rivela infatti che la quota delle madri che ancora non lavora a due anni dal parto è del 22,3% nel 2012.

In aumento rispetto al dato del 2005. Poche luci quindi, di cui molte solo potenziali al momento, e tante ombre, piuttosto consolidate e in addensamento continuo, quelle che definiscono oggi un quadro impressionistico, e un pò decadente, del nostro Paese.