La scena del delitto è il settore del fast food e dei pranzi veloci. I protagonisti sono i lavoratori sottopagati, in genere studenti o giovani che a causa dei bassi introiti non riescono a inserirsi pienamente o a integrarsi nella società come soggetti indipendenti.
Su questi semplici elementi ha preso vita il primo sciopero globale che il mondo ricordi, un evento che probabilmente è destinato a cambiare la storia dei rapporti tra dipendenti e datori di lavoro.
A New York il primo meeting internazionale dello Iuf
Lo Iuf è l'organizzazione internazionale che riunisce gli stakeholder inerenti il settore food (International Union of Food).
In quell'occasione si sono riunite anche le principali unioni sindacali del comparto, arrivando a rappresentare oltre tre decine di Paesi.
I rappresentanti dei lavoratori hanno puntato il dito contro i bassi salari pagati dai datori di lavoro, spiegando come in molti casi questi arrivino a rasentare i minimi consentiti dalla legge. Negli USA gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da moti di protesta in tal senso, che ha visto protagonisti i salariati delle principali catene di fast food.
Il terreno era fertile perché il Presidente Obama ha recentemente proposto di innalzare il salario minimo a 9 dollari l'ora, mentre i sindacati e le associazioni di rappresentanza statunitense chiedono che questo venga portato ai 15 dollari per ora.
La protesta diventa globale
Le rimostranze sindacali americane portate all'attenzione dei partecipanti dell'Iuf hanno agito da innesco per una protesta che in breve tempo è divenuta mondiale. Sebbene le condizioni di lavoro siano differenti sulla base delle singole legislazioni nazionali, in molte nazioni i lavoratori del settore riscontrano problemi legati alla precarietà o al salario troppo basso rispetto al costo della vita.
Il risultato è stato uno sciopero che ha preso forma contemporaneamente in modi e luoghi diversi, arrivando in alcuni casi ad una vera e propria sospensione del servizio offerto ai consumatori. I lavoratori hanno chiesto di sensibilizzare l'opinione pubblica verso chi opera nel settore del fast food e di ottenere condizioni di impiego dignitose per tutti.
Sebbene le aziende non abbiano cambiato la propria posizione si tratta di un primo esempio di come anche le sigle sindacali possano globalizzarsi e agire con successo su di un piano transnazionale.