Non sono solo i lavoratori italiani, a chiederlo è lo stesso mercato del lavoro che esige una ventata di aria fresca, ormai basato com'è solo ed esclusivamente sulla diffusione dell'uso del mezzo informatico.

I lavoratori di oggi sono vecchi già a 55 anni, hanno dato tanto in più di 30 anni di lavoro, sono usurati e stanchi e spesso malati eppure le commissioni del prepensionamento per malattie professionali si disinteressano della loro sorte, rischiano di morire sul posto di lavoro e proprio i medici che dovrebbero curarli e pensare al loro bene li fanno restare in servizio.

Difficilmente un lavoratore con una grave patologia che non lo condiziona a rimanere a letto ottiene oggi l'esonero dal servizio.

Il mondo del lavoro è composto, quindi, da lavoratori stanchi, vicini all'età pensionabile e da quelli che sono in condizioni di salute pessime che sono costretti a lavorare ugualmente.

L'informatizzazione necessita di personale giovane, negli uffici lavorano anche vecchi impiegati poco aperti alla dematerializzazione o agli albi on line. Negli uffici ci sono ancora quelli che diffondevano le notizie a voce, tanto che spesso in essi l'obbligo della diffusione delle informazioni viene spesso trascurato, con conseguente controversie per violazioni degli obblighi elementari della PA.

Annualmente ci sono genitori che non sanno le scadenze per le iscrizioni, le tasse dei figli, le borse di studio, le notizie girano tra gli addetti ai lavori ma non arrivano ai cittadini. Qualche esempio? I voucher di 300 euro per asilo e baby sitter non sono stati richiesti perché i più non sanno dell'esistenza di questa forma di assistenza statale.

Concorsi comunali e provinciali o delle asl che non vengono affissi all'albo, email pervenute a docenti e Ata per convocazioni di supplenze brevi ma anche per il ruolo dopo mesi, perché la legge prevede una forma di convocazione che è sconosciuta a molti che non controllano l'email e non ricevendo il servizio sms perdono l'occasione della vita, eppure il sistema si chiama Vivi facile.

Gli uffici non funzionano, il personale va svecchiato, basta un niente con l'informatizzazione per creare problemi all'utenza; anche un impiegato giovane oggi trova difficoltà e può essere un fannullone, ma ha la freschezza, la voglia di fare e di imparare.

Nella Scuola, nella Giustizia e nella Sanità sono cambiate le regole e in molti non lo sanno ad esempio che la novità su ticket e ricette implica che se non si regolarizza la propria condizione economica si rischia di pagare, pur essendo esenti.

Anche l'invecchiamento del personale delle PA, i pochi posti in organico e l'informatizzazione che va seguita in modo fiscale determinano inefficienze: il vecchio impiegato crede ancora che può fare a meno di mettere nell'albo on line una notizia quando invece è un obbligo, così della negligenza e superficialità di molti paga l'utenza.

Lo stesso capita negli ospedali e nei tribunali, dove si può rovinare la vita di una persona per sempre e toglierle la vita: la politica che non considera tali difficoltà ha una grave colpa, i tagli vanno fatti nei veri sprechi e il dipendente corretto non deve pagare per il fannullone, né un medico può essere in più posti in contemporanea o lavorare quando sta male mentre il collega magari è in vacanza, l'età pensionabile ritardata poi è la ciliegina sulla torta.