I dipendenti statali non hanno ancora ricevuto risposte o rassicurazioni sulla eventualità di poter vedere riconosciuto anche il loro diritto circa la possibilità di chiedere all'Amministrazione di competenza l'anticipo del TFR o TFS sulla quota maturata ai fini della liquidazione.

Come avevamo segnalato in un nostro precedente articolo, all'inizio di questo mese, tale esigenza era stata posta proprio nel momento in cui si stavano varando le norme sulla riforma della Pubblica Amministrazione e si stava accendendo il dibattito sulla riforma delle pensioni del Governo Monti-Fornero entrata in vigore nel dicembre 2011.

Riforma che ha dilatato i tempi per godere della buonuscita portandoli ad oltre venti mesi dopo il collocamento a riposo.

E adesso cosa fare?

In occasione, appunto, della riforma della Pubblica Amministrazione, i dipendenti pubblici si auguravano che il Governo potesse rivedere anche le norme che regolano il TFR e quelle che riguardano l'anticipo della liquidazione. Norme che sono ben specificate ed attuate nel settore privato, le quali prevedono sia anticipi sia di poter godere della liquidazione appena risolto il rapporto di lavoro.



Ricordiamo che gli statali non possono, per la mancanza di regolamenti attuativi, richiedere anticipi sulla liquidazione sebbene esista una norma legislativa che lo prevede.

Per tale assurda situazione spesso, in caso di bisogno, sono costretti a rivolgersi ad Istituti di credito o a finanziarie per il soddisfacimento delle loro esigenze.

Ecco che il mancato inserimento, nella "epocale" riforma della Pubblica Amministrazione fortemente voluta dalla Ministra Madia con il sostegno di tutto il Governo di Matteo Renzi, di una norma che li salvaguardasse da questa assurda situazione ha generato malumori e malcontenti.

I dipendenti pubblici si chiedono se non sia il caso di rivedere anche questa tempistica, che, a loro parere, è diventata anacronistica e poco funzionale proprio in un momento di difficoltà economica come quello che stiamo vivendo. Dopo quaranta, quarantadue anni ed oltre di servizio il dipendente si aspetta di poter godere subito del beneficio economico che ha maturato, invece deve aspettare ancora oltre due anni per poterne usufruire. Ci si aspettava un intervento in tal senso, che invece non c'è stato. L'occasione potrebbe arrivare dalla discussione in atto in questi giorni alla Camera sulla revisione delle norme sulla tanto "odiata"riforma delle pensioni targata Fornero.