Si annuncia un'estate calda sul fronte della riforma delle pensioni. L'assenza del governo e le precise indicazioni di Matteo Renzi, che più volte ha affermato che per il momento la complessa questione delle pensioni non rientra nell'agenda di governo, fanno sì che gli scontri soprattutto tra rappresentanti del governo e sindacati si accendano sempre di più. Il problema è sempre lo stesso. La riforma delle pensioni Fornero, entrata in vigore a pieno ritmo dal gennaio 2014, ha causato una serie di problemi, non soltanto sul versante degli errori tecnici che hanno coinvolto esodati e Quota 96, ma anche e soprattutto sul problema dell'innalzamento dell'età pensionabile che ha provocato di fatto un blocco del turn over e un accrescimento dell'indice di disoccupazione.

In questo marasma, negli ultimi giorni è andato in scena lo scontro tra la Camusso e Poletti, mentre esodati e Quota 96 sembrano essere stati del tutto dimenticati.

Riforma pensioni: scontro a distanza tra Camusso e Poletti

I giorni scorsi si è tenuta a Napoli la manifestazione "la Repubblica delle Idee", organizzata dal quotidiano laRepubblica. In quell'occasione è intervenuto il Ministro del Lavoro Poletti che ha dichiarato che per il momento il governo non sta pensando a nessun ritocco all'età pensionabile, né al ribasso né al rialzo. Si tratta di una posizione eminentemente conservativa nei confronti della riforma delle pensioni Fornero che sembra sempre di più un tabù intoccabile.

Le polemiche erano sorte intorno ad alcune dichiarazioni di Cottarelli, il Commissario alla Spending Review, che aveva dichiarato l'intenzione di innalzare ancora l'età pensionabile delle donne per allinearla definitivamente a quella degli uomini. Arriva, allora, la smentita di Poletti - segno della grande confusione che regna nel governo sul tema della riforma delle pensioni - che ha dato anche l'impressione di voler accelerare sulla questione degli esodati che rappresentano indubbiamente un'irrazionalità del sistema che va "curata". Nessuna proposta precisa e concreta, però, e questo i comitati degli esodati l'hanno fatto già presente innumerevoli volte.

A rispondere a Poletti, ci pensa il Segretario Nazionale della CGIL Susanna Camusso.

In un incontro con il Ministro alla Fondazione Corriere, la Camusso è stata piuttosto chiara, anche se Poletti afferma che per il momento non bisogna parlare della riforma delle pensioni, la CGIL si impegna a parlarne e a sollevarne la questione perché il tema rappresenta uno dei più importanti se non il decisivo per la ripresa dell'Italia. In più la Camusso attacca anche sulla Cassa Integrazione in deroga (CIG), chiedendo al Ministro e in generale al governo quali sono le mosse pensate per il rifinanziamento, dato che nei prossimi mesi si attendono decine di migliaia di licenziamenti.

Riforma pensioni: esodati e Quota 96 dimenticati

Intanto, da più parti si alzano voci di malcontento, si tratta dei comitati degli esodati e dei Quota 96 della scuola.

Sono mesi che se ne parla, mesi che si fanno mezze proposte (poco convinte), e che nulla viene affrontato in maniera strutturale e definitivo.

Per gli esodati la data da segnare sul calendario è il 23 giugno, quando alla Camera arriverà il testo C/224 predisposto dalla Commissione Lavoro e che dovrebbe risolvere definitivamente la questione. Nell'ambiente non si ritiene però che quella possa essere realmente una data decisiva.

Stesso discorso vale per i cosiddetti Quota 96 della scuola, i docenti che, per un errore nel computo degli anni scolastici, non possono accedere alla pensione pur avendone maturato i requisiti. Anche per loro la data decisiva è il 23 giugno quando, contestualmente alla questione degli esodati, verrà affrontata alla Camera anche la questione dei Quota 96 della scuola. Sulla loro "vertenza" è intervenuta addirittura l'ex Ministro Fornero, la "colpevole", che ha affermato come il governo Renzi abbia preferito dare tutta la colpa a lei, piuttosto che aggiustare un piccolo errore, cosa che, con la giusta volontà, sarebbe stato semplicissimo da fare.