Marcel Bich, che molti credono sia stato un personaggio francese è invece di origine senese, i Bicchi. Da Siena la famiglia fu costretta a fuggire, intorno al 1370, durante le contese e le guerre tra guelfi e ghibellini, stabilendosi definitivamente in Val d'Aosta. Marcel nasce 100 anni fa a Torino, nella centrale ed elegante corso Re Umberto; solo dopo diventerà un cittadino francese. Nel 1930 infatti Marcel Bich viene naturalizzato cittadino francese, e morirà nel 1994, a Parigi.

Il Barone Marcel Bich ha rivoluzionato la società e i consumi del dopoguerra con tre "invenzioni geniali", entrate nell'uso comune del mondo: la penna biro, l'accendino senza ricarica e il rasoio monouso.

Sembra tutto effimero e semplice ora. Certo, ora che il gruppo è diventato un colosso mondiale, con vendite in 160 Paesi, presente in tutto il continente, sì, ora la sua penna a sfera è cosa semplice.

Educato e formato in collegio dai padri dominicani, non esemplare il suo tentativo di carriera universitaria, il giovane Marcel si dedica subito al mondo del lavoro facendo diversi mestieri prima di diventare imprenditore. La svolta del signor Bich è legata all'incontro con il signor Biro. Quest'ultimo, Laszlo Jozsef Biro, ungherese, è l'inventore della penna a sfera. Aveva avviato già da qualche anno la produzione, ma con scarsi risultati e pochi mezzi finanziari a disposizione. È così che nel 1953 Bich compra il brevetto da Biro, toglie la acca dal suo cognome, e come Bic entra nel mercato.

Inizia a produrre la penna a sfera in grande scala, abbattendo i costi di produzione sbaraglia subito la concorrenza e toglie l'egemonia, fino a ridurla a piccolissima nicchia delle penne stilografiche.

Successo globale quello della penna bic (ancora se ne vendono 14 milioni al giorno) replicato nel 1973 con gli accendini e nel 1979 con i rasoi. Unico neo della sua carriera il profumo bic, quello proprio non ha riscontrato i gusti del mercato. Pazienza, milioni di facce si sono rasate con i suoi rasoi, miliardi di sigarette si sono accese con i suoi accendini colorati e fumi d'inchiostro sono stati sputati dalle sue penne. Ci si può accontentare, no? A Torino, sotto la casa natia una targa commemorativa in suo onore recita "semplificò la quotidianità della scrittura".