Sei insegnanti su dieci soffrono di problemi legati alla psiche: questo è il preoccupante esito di uno studio ribattezzato 'Getsemani' condotto su alcune particolari categorie di lavoratori, tra le quali gli insegnanti, una delle professioni considerate maggiormente a rischio per ciò che concerne le patologie psichiatriche, proprio per il difficile rapporto tra docenti e studenti.

La denuncia è talmente scottante che ci sarebbe da riflettere a lungo su questi dati: secondo una recente ricerca sul rischio di usura psicofisica degli insegnanti, è emerso che ben il cinquantanove per cento si trova in stato di apprensione, mentre il tredici per cento soffre di grave stato ansioso.



Miur, scuola, sei insegnanti su dieci soffrono di problemi psichiatrici

Il professor Lodolo D'Oria, membro del collegio medico dell'Asl di Milano, ha preso particolarmente a cuore il problema, che tra l'altro è stato riscontrato anche tra le cause di inidoneità professionali degli insegnanti.  Oltre il sessanta per cento dei casi di patologie professionali sono causate da malattie psichiatriche, la maggior parte delle quali riguardano la cosiddetta 'sfera ansioso-depressiva'.



Miur, scuola, perchè in Italia non si fa nulla per il 'burn-out'?

Dietro a questi problemi di salute degli insegnanti, tra l'altro, sta emergendo un dato inquietante: mentre negli altri paesi Europei, il fenomeno del 'burnout' è unanimemente riconosciuto come una malattia legata alla professione, qui in Italia, invece, non solo non lo si prende in considerazione ma, anzi, in certi casi, si penalizzano addirittura i docenti che si ammalano, di cui una buona percentuale sono donne (l'82 per cento). 



Tra l'altro, solo il 19% degli insegnanti è a conoscenza del rischio per la sua salute. Le istituzioni continuano ad ignorare (volontariamente?) il problema e la ragione probabilmente è da ricondursi alla mancanza di fondi da destinare alla prevenzione. E i sindacati? Forse si rendono conto che la categoria dei docenti si trova già in condizioni precarie per altre ragioni legate strettamente al lavoro e, quindi, tacciono per convenienza?