Come raccordare 1) Accesso alla pensione, 2) Esodati, 3) Occupazione giovanile? Ovvero: come trovare una risposta alla domanda di come risolvere il triplice nodo? Ebbene esiste un percorso per sviluppare un tale processo. E' un percorso che partendo dalla risoluzione del problema dell'accesso alla pensione anticipata (anche se non andrebbe più chiamata così) , risolve il problema degli esodati. Apre spazi per l'occupazione giovanile, attraverso l'innovazione contributiva, complessiva. La riflessione che si chiede è quindi di "andare oltre", di essere coraggiosa, ancorchè e comunque soggetta a verifiche di sostenibilità finanziaria dell'architettutra previdenziale. E questo accade perchè non esiste una riforma globale del mercato del lavoro, che resta 'gheopardizzato', nonostante proposte avanzate (riforma dei centri per l'impiego) e condivise. Va ideato e strutturato un mercato del lavoro basato sul c.d ciclo vitale, molto vicino a quello delineato da Samuelson. Un ciclo vitale che, per i nostri giovani vada "dalla fine degli studi alla pensione".
Accesso alla pensione. Lo scrivemmo a Sacconi (marzo 2011), lo anticipammo a Fornero (novembre 2011), ne riflettemmo con Giovannini (maggio 2013). Resta da chiedersi cosa farà Poletti…Flessibilità ! L'accesso può avvenire con un meccanismo di rimodulazione in base al tasso di longevità e a quello di sostituzione. Permettere dunque l'anticipo rispetto ad una quota (eh si tornare a parlare di quote, aiuta meglio a comprendere il meccanismo) capace di "reggere il tempo ed il fattore demografico". Questa quota è composta dall'età anagrafica e da quella contributiva minima. Più sale l'età anagrafica verso la pensione ordinaria di vecchiaia, minore è l'età obbligatoria contributiva e viceversa. Quota 105, ad esempio, è data da 63 anni anagrafici /e da 42 anni contributivi (…è 105 la quota base per anticipare in regime Fornero).La stessa quota sarà data da 58/47. Ciò vuol dire che esodati, obbligati o volontari a 58 anni devono avere un'età contributiva di 47 anni, dove l'etichetta anni contributivi, al di là dell'ovvio significato comune, indica il valore versato e/o da versare per quei contributi in base all'età. La maggiore età, con il minor carico contributivo, apparente, favorirebbe più il principio del valore del tempo nella rendita includendovi la componente retributiva. Viceversa la minore età e maggiore carico contributivo privilegerebbe di più quello del montante in accumulazione, tipico del sistema contributivo. La flessibilità di accesso alla pensione, di cui la pensione anticipata è il perno centrale, prevede allora un diverso approccio al concetto di penalizzazioni ed incentivi.
E' in tale contesto che va inserita la Contribuzione Volontaria, la quale diventa la "leva di Archimede". La Contribuzione Volontaria se estesa a livello sistemico previdenziale si presenta come uno dei percorsi di accesso alla pensione anticipata, meno penalizzanti per coloro che sono sottoposti a processi di ristrutturazione, riconversione. Inoltre per coloro che si trovano inseriti nelle procedure che attivano fondi di solidarietà etc pre-procedure 223, come pure in contesti di volontarietà ed obbligatorietà in nome della solidarietà generazionale, offre alle aziende la possibilità di convertire il valore attuale dell'assegno previdenziale futuro in ulteriori contributi versati per il decorso veloce dell'Ago. Quota e Contribuzione servono quindi per individuare il livello desiderato, lasciando libertà di destinarvi in modo volontario anche altre risorse, lo stesso TFR, ad esempio. La Contribuzione Volontaria permette l'accesso alla pensione anticipata con un tempo massimo di deliberazione ed erogazione di 60 gg per la contabilizzazione ed il controllo delle posizioni previdenziali. La Contribuzione Volontaria deve prevedere il versamento dei contributi fissati dall'INPS nella misura di rispetto della soglia come su evidenziato. Tali contributi - fatta salva una retribuzione di transito fino all'erogazione definitiva della pensione, - possono essere raddoppiati a favore dei lavoratori uscenti ove l'esodo sia finalizzato dall'azienda che lo applica per assumere giovani, risparmiando sul costo del lavoro con l'unico obiettivo di massimizzare il possibile livello di redditività nel breve periodo.
In tale contesto può essere riconosciuta una valenza fiscale proattiva al versamento da parte dei contributi delle aziende (fondi compresi) per l'esodo, così come ai primi due anni di retribuzione dei nuovi entranti. La leva fiscale è valutata di volta in volta una volta scaduto il biennio secondo le politiche governative. Ecco che il concetto di penalizzazione viene quindi trasformato e traslato in concetto di maggiore onerosità contributiva anziché di riduzione della prestazione. Adeguate misure fiscali allora entrerebbero in leva, sia per il cumulo, ove il pensionato riesca a reinseririsi o ad occupare posizioni da terzi neglette, sia per i neo assunti e per le aziende attive.