In Italia per avere più chances, al fine di trovare un'occupazione, serve quantomeno una laurea. Trattasi però di un requisito che è necessario ma non sufficiente visto che in ben sei casi su dieci chi si candida per un'offerta di lavoro poi viene eventualmente assunto tenendo conto dell'esperienza pregressa maturata. Questo è quanto emerge, tra l'altro, dal Rapporto sulle previsioni di assunzione, nei settori dell'industria, dell'agricoltura e dei servizi, a cura di Unioncamere-Ministero del Lavoro per il 2014 attraverso il Sistema informativo Excelsior. Detto questo, chi ha preso il diploma e vuole proseguire gli studi non può non tener conto di quelle che attualmente sono le lauree più richieste, quelle in economia ed in ingegneria che offrono più chances al fine di assicurarsi un posto di lavoro. A seguire ci sono le lauree ad indirizzo sanitario e paramedico, e quelle nel campo dell'insegnamento della formazione, mentre per quel che riguarda il diploma in testa alle preferenze delle piccole e medie imprese per le assunzioni c'è quello ad indirizzo amministrativo-commerciale. Inoltre, se la laurea è un requisito necessario ma non sufficiente, mentre l'esperienza maturata è nella maggioranza dei casi indispensabile, per le imprese che assumono è altresì importante anche l'eventuale partecipazione in passato da parte del candidato ad un percorso di formazione professionale. In altre parole in Italia per trovare un lavoro il titolo di studio da solo non basta più come peraltro sottolineato da Ferruccio Dardanello, il presidente di Unioncamere.

Cosa serve allora per rilanciare l'occupazione in Italia dopo anni di crisi? Ebbene, secondo il presidente Ferruccio Dardanello per ridare una prospettiva occorre un cambiamento, culturale e di regole, che parta dalla scuola fino ad arrivare alle famiglie ed alla società in generale. Questo perché è sempre più forte da parte delle imprese l'esigenza di poter valutare candidati che abbiano maturato esperienze formative e professionali.

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