In tema Pensioni 2014, è ancora fumata nera per i Quota 96 della scuola che dovranno ritornare in aula a settembre. La brutta notizia è stata data dal Ministro della Pubblica Amministrazione Madia che ha annunciato la mancanza di coperture per sostenere il provvedimento di spesa. I quota 96 sono stati generati dalla riforma Fornero del 2011 che ha modificato i requisiti per andare in pensione anticipata. I vecchi criteri prevedevano che i dipendenti pubblici che raggiungevano Quota 96 con 61 anni di anzianità e 35 di contributi o con 60 di anzianità e 36 di contributi.

Pubblicità

A rimanere esodati furono ben 4000 insegnanti oltre che ad un gran numero di dipendenti ATA. Dopo tanti anni di silenzio sul caso, di recente il Governo Renzi ha deciso di intervenire per risolvere il problema con un emendamento sul decreto della Pubblica Amministrazione, ma la storia non ha avuto un lieto fine.

L'evoluzione del caso Quota 96 della scuola fino all'ultimo dietrofront

Solo pochi giorni fa la commissione per gli affari costituzionali aveva dato parere favorevole sulla costituzionalità del decreto di riforma sulla Pubblica Amministrazione e di conseguenza sull'emendamento riferito al caso pensioni dei quota 96 della scuola.

Il decreto dopo l'ok della Commissione doveva passare alla sua fase di discussione alla camera con il conseguente voto di fiducia che sembra già blindato. Ma il Ministro Madia ha annunciato che verranno effettuati 4 emendamenti al testo ed uno dei quali riguarderà la soppressione dell'articolo riferito ai quota 96 della scuola. Tale misura è divenuta necessaria dopo che la Tesoreria dello Stato ha confermato i problemi di copertura dell'intervento, rilasciando un comunicato dove veniva detto testualmente che la misura risultava «scoperta in termini di fabbisogno e indebitamento netto ai sensi delle norme sulla contabilità».

Pubblicità

Il fabbisogno stimato dalla Tesoreria dopo un analisi tecnica è stato stimato per 45 milioni di euro, mentre la copertura del provvedimento era di soli 34 milioni. Di certo questo dietrofront anche se giustificato da norme tecniche, è destinato a scatenare le ire e l'indignazione pubblica dei cittadini dato che ancora una volta la politica non è riuscita a dare delle risposte ai cittadini negando un diritto acquisito a 4000 insegnanti.