In Italia, oltre 500.000 realtà imprenditoriali dichiarano di avere un fabbisogno in azienda di aggiornare i dipendenti nei prossimi mesi. Per imprenditori e responsabili di aziende è necessario rafforzare e aggiornare conoscenze e skills dei lavoratori occupati con contratto a tempo indeterminato, a termine, apprendistato e lavoro stagionale. È ciò che si legge nella prima edizione dell'indagine "Audit sui fabbisogni professionali contingenti" condotta dall'Isfol (Istituto Sviluppo Formazione professionale Lavoratori), con l'intento di raccogliere informazioni qualitative sui fabbisogni delle imprese per migliorare le politiche per la formazione dei lavoratori.

Accanto ai risultati dell'indagine visibili online su professionioccupazione.isfol.it sono analizzati diversi temi riguardanti le conoscenze, skills richieste per svolgere determinati lavori, e dai quali è possibile estrarne spunti per progettare futuri percorsi formativi aderenti ai fabbisogni manifestati dalle imprese. Scorrendo i dati della ricerca dell'Isfol, su un campione nazionale di circa 35.000 imprese private i settori economici che esprimono in modo più forte l'esigenza di soddisfare fabbisogni di conoscenze e skills sono industria, servizi e territorio.

Le piccole imprese che hanno fabbisogni professionali sono oltre 498mila, le medie sono più di 12mila mentre le grandi sono di poco superiore a 3mila unità.

E, in particolare, troviamo la fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (50%), attività finanziarie e assicurative (45%), servizi d'informazione e di comunicazione (44%), fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio e fabbricazione di prodotti chimici (42%), fabbricazione di prodotti e preparati farmaceutici (41%).

La necessità di aggiornare conoscenze e skills delle figure presenti in azienda cresce in proporzione alla complessità e dimensione della realtà produttiva. Le Regioni dove le imprese esprimono fabbisogni professionali da aggiornare nel corso dei prossimi mesi sono, in particolare, Basilicata, Molise, Sardegna, Campania e Puglia (fa eccezione la Calabria con un dato basso). Le imprese del centro nord sono in linea con il trend nazionale a eccezione di Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Piemonte.

I profili da aggiornare sono soprattutto le professioni tecniche, figure del commercio, artigiani e operai specializzati. I fabbisogni si concentrano sulle conoscenze in informatica ed elettronica, servizi ai clienti e alle persone, lingua straniera e lavoro di ufficio, e, in prospettiva, sono importanti le capacità di risolvere problemi, gestire il tempo e comprendere gli altri. Tra le professioni tecniche che richiedono attività formativa troviamo nell'indagine, ad esempio, i tecnici della vendita e della distribuzione, delle costruzioni civili, spedizionieri e tecnici dell'organizzazione commerciale, disegnatori tecnici, tecnici elettronici, tecnici della gestione dei cantieri edili e agenti assicurativi.

In generale, conviene affermare che la formazione continua è necessaria e utile per migliorare condotta e performance in ambito lavorativo e anche per accrescere il valore degli sforzi d'impiego con lo scopo di riuscire a produrre risultati di qualità concreti e a beneficio di tutta la collettività. Una mente formata e addestrata al lavoro da compiere è una risorsa capace di arricchire il Paese oltre che l'organizzazione per la quale lavora.

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