Torna alla ribalta in questi giorni, dopo che per un mese era passato in sordina, il caso dei 182 licenziati dell'Opera di Roma. Il 6 novembre 2014 si è tenuto infatti un tavolo al quale hanno partecipato vertici del Teatro dell'Opera e sindacati al termine del quale ha iniziato a trasparire margine di apertura da ambo le parti.

Il sovrintendente Carlo Fuortes durante l'incontro ha prospettato la possibilità non più remota del ritiro dei licenziamenti previo accordo fra le parti che permetta di fare fronte e contribuire a risolvere i gravi problemi organizzativi e (soprattutto) economici dell'ente.

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Grazie a questi sarebbe possibile ritirare i licenziamenti che vedrebbero "a casa" quasi 200 persone entro la fine del 2014. Nel comunicato emesso dal Teatro dell'Opera emerge soddisfazione per aperture dei sindacati che fino a questo momento non c'erano state e che saranno approfondite nel prossimo incontro fra le parti che si terrà lunedi 10 novembre.

Il portavoce della Slc-Cgil Pasqale Faillaci, sindacalista partecipante al tavolo, ha parere leggermente meno soddisfatto: sostiene che Fuortes ha avuto un'apertura tutta a sfavore del personale e dei costi che vengono sostenuti per mantenerlo e ciò che viene richiesto dal Teatro andrebbe completamente a sfavore di chi lavora.

L'accordo fra ente e sindacato potrebbe essere raggiunto a fronte di una lunga serie di incontri che hanno come ultima data il 20 novembre, giorno dopo il quale passa tutto nelle mani della Regione Lazio. Faillaci un pizzico di soddisfazione ce l'ha: finalmente c'è stato un confronto serio su economia e norme del Teatro, cosa che era stata chiesta dai sindacati già dal novembre 2013 quando erano iniziate le prime discordie (era stato anche sottoscritto un accordo il 28/11/2013).

Teatro e sindacati si rimpallano le colpe: la sindacalista Fials-Cisal Lorella Pieralli infatti sottolinea che la gestione avuta con il sovrintendente Fuortes ha causato un negativo di oltre 3 milioni di euro che invece lui cerca di giustificare addossando completamente le colpe ai sindacati e alla perdita degli sponsor (secondo lui) a causa degli scioperi.

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La Pieralli si chiede chi siano realmente questi sponsor visto che nessuno lo sa e afferma che Fuortes ha perso gli sponsor anche per Musica per Roma nonostante non sia stato fatto nessuno sciopero. Indica chi gestisce il teatro come incapace di portarvi pubblico; si dice soddisfatta però per la presenza a questo tavolo di Fuortes che nei 5 incontri precedenti era stato assente.

 Intanto il 7 novembre 2014 i sindacalisti del Teatro alla Scala di Milano hanno indetto 2 scioperi: il primo per il 14 novembre e il secondo per il 19 novembre.

L'agitazione è prevista a causa di problemi esistenti da tempo e ancora irrisolti: come si legge nel comunicato emesso da Slc-Cgil l'organico è carente, gli accordi sulle traferte non vengono rispettati, non c'è volontà da parte della Scala di trovare soluzioni per il personale che lavora la sera che si trova ancora senza tutele nonostante abbia un contratto a tempo indeterminato. A queste problematiche se ne aggiungono altre come quelle create dal governo di Renzi, dalla legge Franceschini, e per solidarietà nei confronti  dei licenziati dell'Opera di Roma.

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