Si è conclusa la consultazione popolare prevista per la riforma scuola Renzi/Giannini 2015 e il premier si è dichiarato entusiasta del risultato. Secondo Renzi, infatti, in una newsletter di aggiornamento, ha dichiarato che da un lato è tutto pronto e dal punto di vista della copertura economica e dal punto di vista degli strumenti legislativi e dall'altro che si tratta di un momento epocale nella storia della democrazia italiana. I punti della discussione online sono stati prevalentemente i seguenti: la questione degli scatti stipendiali, il provvedimento di assunzione dei 150mila precari delle GaE, l'assenza di ogni riferimento agli abilitati Tfa e Pas per quanto riguarda la speranza nel ruolo.
Riforma scuola Renzi/Giannini 2015: cambiare la scuola significa cambiare il paese
Le dichiarazioni di Renzi intorno alla riforma scuola 2015 sono nette: soltanto con una rivoluzione all'interno del sistema educativo si pongono le basi per la crescita di un paese, per la crescita del suo capitale umano. La consultazione è andata sicuramente bene ma Renzi sperava in numeri ancora maggiori: i contatti sono stati più di 1 milione e 300mila, i cittadini attivi circa 200mila e più di 2mila i dibattiti sul territorio. Sembra essere, a questo punto, tutto pronto per la riforma e c'è grande curiosità soprattutto intorno ad una serie di temi.
Riforma scuola Renzi/Giannini 2015: il nodo degli scatti stipendiali, le assunzioni da GaE, Tfa e Pas
Quali sono i nodi centrali della riforma scuola Renzi/Giannini 2015?
In primo luogo il dibattito è stato intorno all'assunzione dei 150mila docenti dalle GaE: le polemiche sono state molto forti. In primo luogo, perché si sostiene che molti di coloro che sono presenti in quelle graduatorie non hanno mai effettivamente insegnato e da anni si dedicano a carriere differenti. La protesta è montata soprattutto da parte degli abilitati Tfa e Pas che non hanno visto riconosciuto il valore concorsuale al proprio percorso: per loro l'ultima parola l'avrà il TAR che sta decidendo intorno ai ricorsi in vista dell'inserimento nelle GaE. Qualora ciò dovesse avvenire, è chiaro che salterebbe completamente il piano di assunzioni messo in campo dal governo.
Un'altra questione centrale per la riforma scuola Renzi/Giannini 2015 riguarda gli scatti stipendiali.
La Buona Scuola di Renzi, di fatto, prevede un taglio agli scatti e lo prevede in questa maniera: soltanto i "meritevoli" avranno i tanto attesi scatti e soltanto il 66% massimo dei docenti vi potranno sperare. Di fatto si considera, come punto di partenza, almeno 1/3 dei docenti non meritevoli e la cosa non può che far sospettare che si tratti di una manovra non di investimento di fondi, ma di tagli.