Un altra settimana sta finendo, e in questi giorni sono state molte le ultime news e novità sulle Pensioni 2015. Cerchiamo di fare il punto su quali sono gli scenari per poter concedere un prepensionamento sia ai lavoratori precoci che ad altre categorie che vorrebbero uscire dal mondo del lavoro, ma che sono "intrappolate" a causa della legge Fornerno. Come potrà cambiare il sistema con la riforma Pensioni 2015? Quasi tutti gli esponenti del mondo politico si sono schierati contro la riforma del 2011, ma adesso è ora di agire con interventi strutturali che possano portare a modifiche sostanziali, come ad esempio la quota 100 o la pensione di vecchiaia proposte da Cesare Damiano.

Ultime news Pensioni 2015: prepensionamento e lavoratori precoci

Le ultime news della settimana sulla Riforma Pensioni 2015 arrivano direttamente dalla bocca del Ministro del Lavoro Poletti, che ha spiegato come la mancanza di un correttivo previdenziale potrebbe generare "problemi sociali". Finalmente anche un esponente del governo Renzi ha parlato di riformare l'attuale sistema delle pensioni per garantire più flessibilità in uscita. La nota negativa riguarda però i tempi, visto che Poletti ha espressamente spiegato che tempisticamente bisognerà prima sistemare il Job Acts (la riforma del Lavoro) e solo dopo si potrà pensare alla Riforma Pensioni 2015. E' comunque un passo avanti. I lavoratori precoci da gennaio 2015 possono lasciare il mondo del lavoro con 42 anni e 6 mesi di età e senza penalizzazioni indipendentemente dall'età, ma per loro si può fare di più.

Ad esempio coloro che sono andati in pensione prima del 2015 e hanno subito penalizzazioni a causa della Riforma Fornero, dovrebbero poter vedersi depenalizzate le loro pensioni a partire da questo mese.

Ultime News Pensioni 2015: quota 100 e pensione di vecchiaia le proposte di Damiano

Quali sono le proposte al vaglio per la Riforma Pensioni 2015? Stando alle ultime news, ci sono sul piatto due proposte che Cesare Damiano aveva presentato già diverso tempo fa al Governo.

La prima è una quota 100 per tutti senza penalizzazioni, ossia l'uscita dal mondo del lavoro al raggiungimento di quella quota sommando età contributiva e anagrafica (quindi ad esempio 60 anni di età e 40 di contributi, o 62 e 38), mentre la seconda che sembra piacere di più al governo è un prepensionamento a partire da 62 anni di età e 35 di contributi con una serie di penalizzazioni che vanno da un massimo dell' 8% a scendere con l'aumentare degli anni di contributi o di età anagrafica. Voi cosa ne pensate? Quale soluzione vorreste? Cliccate segui per esser aggiornati con le ultime news e novità sulle Pensioni 2015.