Continual’attesa per conoscere le novitàrelative alle pensioni per i lavoratori precoci e al prepensionamento delle donne: la riforma pensioni 2015 è un cantiereaperto, alimentato ogni giorno dagli interventi di politici ed esponenti delmondo sindacale. Le news di oggi, 19 marzo, vedono la Commissione Lavoro della Camera dei Deputati allavoro sul tema della pensioneanticipata. Oltre al vaglio del DDLDamiano sulle pensioni flessibili,infatti, il Parlamento svolgerà un’indagine conoscitiva per valutare l’impattoavuto dalla riforma Fornero su lavoratorie lavoratrici, in particolare per le donne che sono state molto penalizzate dalcambiamento delle regole.
Anche per questo la vicenda relativa alla proroga dell’Opzione Donna assume un’importanzacruciale: non è solo in gioco l’uscita anticipata delle signore con ilcontributivo puro ma la possibilità di garantire un’opzione a chi, in molticasi, con il proprio lavoro si sostituisce ad uno Stato carente nel Welfare enei servizi.
Riforma pensioni lavoratoriprecoci, governo Renzi tra aspettative e realtà
Ilpiano del governo Renzi, sebbene nonsia stato divulgato esplicitamente, lo abbiamo anticipato da tempo. Il MinistroPoletti ha lasciato intendere la volontà di intervenire su due livelli:sussidio per chi ha perso il lavoro in età avanzata e prestito pensionisticoper chi è a pochi anni dal raggiungimento dei requisiti per la pensioneanticipata.
In realtà l’aspettativa dei più è che si ritorni alle quote, comeauspicato da Cesare Damiano e dai sindacati. Ciò consentirebbe soprattutto ai lavoratori precoci, che hanno iniziatoa lavorare presto ma molto spesso hanno già tantissimi anni di contributiversati, di lasciare il proprio impiego prima, creando così opportunità per ipiù giovani.
Riforma pensioni e prorogaopzione donna: perché il regime sperimentale è così importante?
Potrebbesembrare una delle tante proteste ma la vicenda dell’Opzione Donna vale molto di più: al di là della class action chesta per partire, e che stiamo raccontando, il punto cruciale riguarda laproroga di un modello di uscita dal lavoro che scade il 31 dicembre 2015.
Lesignore, che lascerebbero comunque con un assegno ridotto rispetto a quantomaturerebbero se attendessero i termini della pensione anticipata, sovente prendono il posto dello Statoaccudendo i familiari, specie quelli più in là con gli anni. Insomma, sulledonne molto spesso (e forse anche troppo) pesa il lavoro di un Welfare carente,che non garantisce sempre e comunque assistenza a chi ne ha bisogno. Non prorogare l’Opzione Donna è una sceltapolitica che, prima di concretizzarsi, dovrebbe misurarsi con questoragionamento.