Il rinvio del decreto-Delega al prossimo Consiglio dei Ministri di martedì prossimo, 3 marzo, ha suscitato sdegno e malumore per le continue indecisioni di cui sembra essere preda il governo Renzi, e, di rimbalzo, il Ministero dell'Istruzione. Secondo quanto riportato dal numero odierno de 'IlSole24ore', per i docenti, ed in modo particolare per gli insegnanti precari, le sorprese non sarebbero finite e potrebbero anche essere di quelle amare e dure da digerire.

Sappiamo bene come la sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea abbia 'condannato' il governo italiano al risarcimento danni derivanti dall'eccessivo uso dei contratti di precariato: si è parlato, in queste ultime settimane, di quale sarebbe stata l'entità degli indennizzi che lo Stato avrebbe dovuto riconoscere ai precari per le ingiustizie subìte e le cifre di cui si parlava oscillavano da un minimo di 2,5 mensilità ad un massimo di dieci. Ebbene, secondo le ultime indiscrezioni pubblicate dal noto quotidiano economico, sembra che il governo abbia intenzione di 'limare' l'importo degli indennizzi e di ridurlo ad un minimo di 1,5 mensilità fino ad un massimo di cinque. 

Riforma della scuola: indennizzi ridotti per tutti i precari?

In pratica, si tratta di un vero e proprio dimezzamento degli importi da corrispondere, ricordiamolo, a tutti quegli insegnanti che, negli ultimi cinque anni, abbiano stipulato un contratto a termine oltre il tetto dei 36 mesi. Questo varrebbe non soltanto per i precari neo-assunti, ma per tutti. 

Negli ultimi giorni, invece, si era parlato di rimborso cosiddetto a 'geometria variabile' con un minimo di 2,5 mensilità per tutti quei precari che avessero lavorato per un periodo compreso da 3 a 5 anni; a mano a mano, poi si sarebbe saliti a 6 stipendi nell'intervallo 5-10 anni fino a 10 mensilità di retribuzioni lorde se si avessero totalizzato oltre dieci anni di precariato.
Se queste indiscrezioni pubblicate oggi da 'IlSole24ore' dovessero venire confermate al preconsiglio di domani, 2 marzo, ma soprattutto al Consiglio dei Ministri di martedì, ci troveremmo di fronte all'ennesima beffa per una categoria fortemente penalizzata negli anni passati. La principale ragione di questa 'limatura' degli indennizzi sarebbe da ricondursi, ancora una volta, all'insufficienza delle coperture finanziarie necessaria a garantire l'applicazione di tale provvedimento. Non ci resta che attendere ulteriori sviluppi attesi per le prossime ore: a questo proposito, vi invitiamo a cliccare sul tasto 'Segui', posto in alto vicino al titolo, per tutti gli aggiornamenti inerenti alla riforma della Scuola del governo Renzi. 
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