Non si comprende bene se la sostituzione del vecchio indirizzo di posta certificata con una nuova casella Pec sia obbligatoria o meno. Il problema non è certamente quello di effettuare una semplice operazione di inserimento di un nuovo indirizzo, ma quello del pagamento di un canone annuale per mantenere un indirizzo di posta certificata differente da quello offerto gratuitamente dal Governo. In base alla nota trasmessa dal Miur, di seguito alla sospensione della Pec in data 18 luglio, i docenti che hanno inserito un indirizzo Pec coinvolto nella disattivazione, dovranno apportare la variazione con altro contatto Pec, scegliendo, come indicato nella faq 1707, tra tre gestori, non del tutto a pagamento.

Il dubbio è se questo processo sia obbligatorio o se si possa scegliere di lasciare il proprio indirizzo di posta privata. Vediamo il dettaglio.

Pec disattivata: è possibile lasciare l'indirizzo privato?

In base alla nota trasmessa dal Miur in materia di disattivazione della posta certificata del Governo, sembrerebbe che la sostituzione della vecchia Pec con una nuova a scelta tra Aruba, Infocert e Postecom sia obbligatoria per ricevere proposte di incarico di supplenza. In realtà è anche possibile lasciare il proprio indirizzo di posta privata, come alcuni docenti hanno fatto fino ad ora, senza inserire nessun indirizzo di posta governativa (Pec). Come segnalato da diversi utenti, non è stato infatti mai necessario avere un indirizzo di posta certificata per ricevere le convocazioni, in quanto le scuole utilizzano tutti i contatti a disposizione per inviare le proprie proposte di incarico; molte scuole, invece, utilizzano la convocazione telefonica, strumento immediato per ricevere una risposta positiva o negativa di accettazione o rifiuto dell'incarico, per poi poter continuare a contattare i docenti secondo lo scorrimento della Graduatorie oggetto di convocazione (vi è da precisare che la modalità di reclutamento è differente in relazione al numero dei giorni della supplenza).

Nuova Pec: obbligatoria o no per le convocazioni?

In ogni caso, giusto per fare chiarezza, la sostituzione del vecchio indirizzo di posta certificata governativa è obbligatoria solo per chi ha inserito questo indirizzo come unico contatto per le convocazioni: la vecchia Pec infatti funzionerà fino al 18 luglio 2015 solo in ricezione, di seguito verrà disattivata e non si poranno più ricevere le comunicazioni. Differente è il caso dei docenti che hanno inserito l'indirizzo Pec e l'indirizzo di posta privata, che possono scegliere di lasciare solo quest'ultimo, nel caso non volessero attivare un nuovo indirizzo Pec, che dopo il primo anno ha un canone annuale dalle 5 alle 25 euro. Altro caso è quello del docente che desidera lasciare entrambi gli indirizzi, in quanto la Pec ha valore legale di raccomandata a/r: deve attivare una nuova casella di posta certificata, inserirla nella sezione di istanze Online, validarla con l'inserimento del codice inviato dal Miur. Si ricordi in questo caso di configurare la nuova casella Pec per la ricezione anche dei messaggi di posta non certificata, altrimenti si rischia di non ricevere il codice di validazione. Ultimo caso è quello di chi non aveva un indirizzo di posta certificata governativa: per loro l'attivazione non è gratuita per un anno, promozione riservata solo ai possessori di una Pec in sospensione, ma possono fare richiesta pagando un canone annuale o inserire solo l'indirizzo di posta privata. In sintesi, avere una Pec per ricevere le convocazioni non è obbligatorio, ma utile.