Garantire una settima salvaguardia agli esodati rimasti esclusi e assicurare un futuro previdenziale alle nuove generazioni. Sono queste le maggiori questioni che il Governo Renzi deve affrontare per riempire i buchi lasciati dalla Riforma Fornero. Sull'argomento, interviene ancora il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano che in un'intervista rilasciata a "Il Garantista", ha dichiarato: "Il privilegio non è essere andati in pensione con il retributivo. Invece sta passando questo concetto".

Non sono bastati i sei provvedimenti di tutela approvati per salvaguardare circa 170 mila esodati.

È questo il motivo che spinge lo stesso Damiano a chiedere un ulteriore misura di salvaguardia al fine di garantire una copertura previdenziale per i rimanenti 49 mila lavoratori rimasti esclusi dalle precedenti salvaguardie. Tra le aspettative di Damiano, anche un'uscita più flessibile da riprendere nella prossima Legge di Stabilità. Come riporta il portale "Pensioni Oggi", tutti i partiti politici hanno presentato già i disegni di legge in Commissione Lavoro alla Camera. Si tratta di proposte di legge per consentire una maggiore flessibilità ai lavoratori rimasti penalizzati dalla Riforma Fornero e che sono tuttora in corso di un'accurata analisi da parte della Camera.

Cesare Damiano scende in campo proponendo anche il pensionamento anticipato da conseguire dopo il raggiungimento di 62 anni di età e 35 anni di contributi pena una riduzione pari all'8 % sull'assegno previdenziale. L'altra ipotesi più accreditata, riguarda il meccanismo di Quota 100 che permetterebbe l'uscita con un minimo di 60 anni di età e 40 anni di contributi oppure 61 anni di età e 39 anni di contributi o ancora, 62 anni di età e 38 anni di contributi. Sempre come specificato da "Pensioni Oggi", vi è da risolvere anche il problema che si ripercuote tra le nuove generazioni che trovano sempre difficoltà ad inserirsi in un contesto lavorativo e di conseguenza, privi di un'aspettativa di un futuro pensionistico. "Quando ero ministro avevano fissato un tasso di sostituzione di almeno l'80 % da conseguire con un riscatto della laurea, con contributi figurativi nei periodi passati senza lavoro. Ipotesi scartata dal Governo Berlusconi", ha detto il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera Damiano, ricordando anche che i costi da sostenere per attuare gli interventi necessari, secondo la Ragioneria dello Stato ammonterebbero a circa 4 miliardi di euro.