Il cosiddetto ricambio generazionale doveva rivelarsi una probabile "arma" contro la disoccupazione e invece i sindacati mostrano subito la propria contrarietà. Secondo la Cgil guidata da Susanna Camusso, infatti, il disegno di legge delega di Riforma della Pubblica Amministrazione riguardante la staffetta generazionale, potrebbe essere un bluff, visto che allo Stato non comporterà alcun costo.

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Come riportato su "Pensioni Oggi", il disegno di legge che adesso attende di essere esaminato alla Camera, prevede la riduzione dello stipendio mensile attraverso un contratto part-time per i lavoratori che si accingono a lasciare il pubblico impiego, in modo da consentire l'ingresso delle nuove generazioni. È vero che in tal modo si potrebbe favorire l'occupazione tra i giovani ma è anche vero che lo Stato non dovrà far fronte ad alcune spesa visto che, i lavoratori dovranno continuare a versare l'intero ammontare dei contributi previdenziali seppur hanno visto il loro stipendio ridotto.

Il Presidente della Commissione Lavoro Damiano
Il Presidente della Commissione Lavoro Damiano

Tutto ciò al fine di percepire un assegno previdenziale più dignitoso. Ad intervenire sull'argomento, è il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano, secondo il quale il differenziale sui contributi previdenziali è una spesa che compete allo Stato. È questo il motivo che spinge il deputato del Partito Democratico a chiedere urgenti modifiche durante l'esame del ddl alla Camera. "Bisogna poi eliminare i vincoli turn-over in modo da incoraggiare l'utilizzo della misura.

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La norma per ora è un semplice pert-time, poco vantaggioso per il lavoratore", ha dichiarato lo stesso Damiano. Sempre come specificato sul portale "Pensioni Oggi", per i prossimi quattro anni sono previsti circa 128 mila pensionamenti e 70 mila nuove assunzioni. Ciò non costituisce un ricambio generazionale bensì un nuovo taglio del personale. A ricordarlo è il sindacato della Cgil: " Un vero turn-over si fa assumendo almeno altri 100 mila giovani competenti e motivati ma bisogna tagliare le consulenze e riequilibrare il rapporto tra lavoratori e management", ha concluso.

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