Migliaia di persone sono scese in piazza in molte città in tutta Italia per protestare contro la riforma scolastica del governo Renzi. In sette città (Roma, Milano, Bari, Aosta, Catania, Cagliari e Palermo), ci sono state le sigle sindacali, mentre nelle altre città ci sono stati solo scioperi e proteste.
In questa contestazione ci sono studenti, insegnanti di ruolo e precari, personale ata, docenti e altri componenti della scuola. E per la prima volta, come non accadeva dal 2007, nelle sette piazze ci sono state le 5 sigle più rappresentative, ovvero la Flc-Cisl, Uil Scuola, Snals, Gilda e Cobas.
In questa giornata di sciopero e di chiusura hanno protestato anche i Cobas a Roma, prima davanti al Ministero dell'istruzione e poi in piazza Montecitorio. Protesta contro i super poteri dei dirigenti scolastici, contro gli sgravi per le paritarie, contro i finanziamenti privati per le scuole pubbliche e per il rinnovo di un contratto che è scaduto da 7 anni.
Per questo motivo, si protesta per chiedere un piano di assunzione che includa i precari rimasti fuori dalle liste bloccate e il personale non docente. Studenti vestiti in lutto si sono visti in molte piazze. Mentre a Trento, in piazza, c'è stata una forte protesta proprio nelle ore in cui è stato presente Renzi. Sui presidi, uno dei punti molto contestati della riforma, è intervenuta nei giorni scorsi la commissione della cultura della Camera, con un emendamento che ne modera i poteri sul piano dell'offerta formativa.
La Camera dovrebbe licenziare entro il 19 maggio il testo della Buona Scuola e poi passerà all'esame del Senato. Non c'è un prendere o lasciare, se ci sono delle modifiche da fare le faremo, ha lasciato intendere il ministro Maria Elena Boschi. Non c'è una chiusura totale, ma la tensione resta molto elevata dopo gli scontri tra polizia e manifestanti avvenuti nei giorni precedenti a Bologna. Il Ministero dell'Interno ha inviato una comunicazione a prefetti e questori invitandoli a curare con la massima attenzione l'opera di vigilanza degli obiettivi sensibili.