'E' un ricatto bello e buono': ad esprimersi in questi termini il M5S di Beppe Grillo che ha affidato ad un post pubblicato sul proprio blog tutta la rabbia derivante da un programma di riassetto della pensione anticipata 2015 che non convince per niente i pentastellati. Il premier Renzi viene così accusato di ricattare gli italiani ponendoli dinnanzi ad un out-out: o accettate di andare prima in pensione percependo assegni decisamente più bassi oppure restate dentro il sistema configurato dalla Fornero. Al di là dei toni forti tipici del modus operandi di Beppe Grillo viene in effetti da pensare che l'ex comico genovese ci ha visto giusto: continuare a permanere dentro i meccanismi previsti dalla Legge Fornero è impossibile, la via alternativa che si sta seguendo è quella di anticipare i pensionamenti rendendo però ai diretti interessati assegni più ridotti. L'audizione che il presidente dell'INPS Tito Boeri terrà domani in Commissione Lavoro dirà qualcosa in più a cominciare dall'accantonamento o meno della famosa Quota 100, che in queste settimane continua a perdere inesorabilmente terreno rispetto ad altre ipotesi.

Novità pensione anticipata 2015 a 62 anni con Quota 100: Boeri chiarisce il piano dell'INPS, per Grillo Renzi ricatta l'Italia

'Pensioni addio' è il titolo del post al quale Beppe Grillo ha consegnato tutta la propria amarezza circa l'assetto che sta assumendo il dibattito previdenziale. Quella di codificare forme di pensione anticipata 2015 a 62 anni più morbide e sfumate, flessibili per così dire, è una via che viene giudicata troppo moderata per poter invertire davvero il trend attuale. Se a questo si aggiunge come Renzi voglia arrivare allo stanziamento di assegni più bassi ben si comprende, secondo il Grillo pensiero, come il Governo stia tentando di 'spremere altre risorse da quei lavoratori che hanno visto allontanarsi l'età pensionistica'. Dulcis in fondo, Grillo parla anche di nuovi contributi di solidarietà che il governo Renzi introdurrà per le pensioni al di sopra dei 2000 euro, un tesoretto che lo stesso Esecutivo utilizzerà per le nuove misure. Come a dire, saranno gli italiani a pagare i provvedimenti in arrivo. Grillo non esita ad usare il termine ricatto ma è ben vedere quella sviluppata dal governo Renzi ad oggi appare come una soluzione obbligata.



La Legge Fornero consentirà di incamerare risparmi per oltre 80 miliardi di euro da qui ai prossimi 10 anni, una quantità di risorse enorme che il governo non si può permettere di perdere specie adesso che la Consulta l'ha obbligato a rendere svariati miliardi agli italiani. D'altro canto però, sia per questioni sociali che per questioni 'normative', appare chiaro a tutti come il sistema debba cambiare. L'idea di anticipare l'uscita dall'impiego a fronte di penalizzazioni che rimangano contenute non appare per tanto così delirante, il punto semmai è capire a quanto ammonteranno le decurtazioni di cui si parla e se gli anticipi sull'abbandono del lavoro siano interessanti. Se cioè il gioco varrà la candela per così dire. A complicare il quadro il fatto che ogni meccanismo allo studio da parte del governo, comprese Quota 100 e Quota 97, prevede una base di accettazione volontaristica. Tradotto, saranno i lavoratori a decidere se utilizzare certi strumenti, con il rischio dunque che quest'ultimi falliscano miseramente perché non impiegati da nessuno. Insomma il governo Renzi dovrà pensarci due volte a configurare istituti 'a senso unico' che portino vantaggi solo e soltanto alle casse dello Stato.



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