"La revisione dei meccanismi di indicizzazione interessa circa il 30% dei pensionati (quelli con un trattamento superiore a tre volte il minimo) , vale a dire 4,4 milioni di soggetti [...] In sintesi, il decreto legge attribuisce oltre due terzi del recupero ai pensionati della classe con importo compreso tra tre e quattro volte il minimo, mentre nulla è la restituzione a favore della classe più elevata. Pertanto, pur prevedendo una restituzione assai parziale (meno del 12% del totale), concentra le limitate risorse nelle classi di pensionati con trattamenti più bassi".

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Sono le conclusioni a cui giunge l'Ufficio parlamentare di bilancio in merito al decreto legge numero 65 del 2015, con il quale il Governo Renzi ha deciso di ottemperare alle richieste della Corte Costituzionale. La Consulta aveva infatti dichiarato come illegittimi i tagli delle rivalutazioni Istat previsti nella legge Fornero del 2011 e destinati a coloro che percepivano una mensilità superiore di tre volte la cosiddetta pensione sociale minima.

Bonus pensioni, molti pensionati contrari alla decisione dell'esecutivo: c'è il rischio di nuovi ricorsi? 

Ma se la decisione presa dai giudici aveva certamente fatto discutere, sembra che ancora più perplessità potrà generare il decreto legge con il quale il Governo tenta di trovare una soluzione, visto che molti pensionati potrebbero considerare ancora come insufficiente lo sforzo operato per cercare di ripristinare il diritto all'adeguamento Istat sulle pensioni.

Sullo sfondo vi è la possibilità che i pensionati facciano nuovamente ricorso contro l'Inps, mentre diverse sigle sindacali e associazioni a tutela dei consumatori (come il Codacons) hanno già confermato di voler avviare una raccolta di adesioni per procedere ad una class action. 

Debito pubblico, tesoretto e conti Inps: nuova misura del Governo salvaguardia sostenibilità di bilancio

State la situazione, l'Upb conferma però che l'iniziativa del Governo dovrebbe comunque garantire la sostenibilità del debito pubblico e assicurare la tenuta dei conti Inps, oltre che salvaguardare almeno una parte del cosiddetto "tesoretto" che era stato reperito all'interno del Documento di programmazione economica e finanziaria inerente l'anno 2015.

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Sarà invece più complicato trovare le risorse necessarie per nuove iniziative riguardanti welfare e previdenza , vista l'erosione di risorse che comunque si verificherà a causa del bonus erogato in favore dei pensionati. Sempre che il compromesso individuato dai tecnici dell'esecutivo non venga messo ancora in dubbio da una prossima sentenza.

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