Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, nella giornata di ieri, durante l'audizione in Commissione Lavoro alla Camera, ha evidenziato quali potrebbero essere le modifiche da apportare alla legge pensionistica attualmente in vigore. La discussione si è concentrata sulle questioni da risolvere relativamente alla settima salvaguardia per i lavoratori esodati e alla cosiddetta Opzione Donna con sistema contributivo. Al momento, sembra esserci un periodo di stallo mentre nel Partito Democratico la situazione appare più distesa anche tra la minoranza dem.

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L'obiettivo principale è quello di abbassare l'età pensionabile

Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera, ha evidenziato in una nota lo svolgimento dell'audizione mettendo in risalto quanto da lui sostenuto da diverso tempo. L'obiettivo è quello di abbassare l'età pensionabile attraverso un sistema flessibile che possa garantire quel ricambio generazionale auspicato da molti. Lo stesso Damiano ha proposto la pensione anticipata attraverso la cosiddetta Quota 97, da raggiungere con 62 anni di età e 35 anni di contributi con penalità che possono raggiungere l'8 percento. Ma anche il sistema a Quota 41 è una delle ipotesi possibili sul pensionamento dei lavoratori precoci, cioè quelle persone che hanno iniziato a lavorare prima dei 18 anni. La proposta è quella di far lasciare il lavoro al raggiungimento dei 41 anni di contribuzione, indipendentemente dall'età anagrafica.

Argomenti trattati nella giornata di ieri anche la questione esodati e la proroga Opzione Donna

Altri argomenti sono stati trattati durante l'audizione, tra i quali quelli relativi agli esodati e all'Opzione Donna. Per quanto riguarda la prima categoria di lavoratori, il ministro del welfare Giuliano Poletti ha sottolineato che le risorse finanziarie per intervenire ci sono tramite una settima salvaguardia. Prima di tutto, però, bisognerà risolvere alcune problematiche attinenti i lavoratori di aziende fallite e la mobilità dei lavoratori edili. Per quanto attiene il pensionamento delle donne attraverso il regime sperimentale sembra esserci la volontà di prorogare il periodo di agevolazione fino al 31 dicembre 2018.