Non soltanto i tempi tecnici per la le proposte di riforma pensioni 2015 sono piuttosto ridotti, ma le ultime notizie raccontano anche che, dai primi confronti nei tavoli istituzionali, il Governo Renzi stia andando verso una spaccatura, che poi rappresenta una nuova spaccatura interna al PD: le due proposte di Damiano, quella della Quota 100 senza penalizzazioni e quella della Quota 97 con penalizzazioni, stanno andando verso la bocciatura. La motivazione è semplice: i costi per questo tipo di intervento sul sistema pensionistico sarebbero troppo alti per le casse dello Stato e l'Europa ha già ammonito l'Italia affinché non tocchi nella sostanza la riforma Pensioni Fornero.

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Si fa sempre più concreta l'ipotesi del passaggio al contributivo, che sembra piacere ad una parte del governo Renzi e ad una fetta sostanziale del Partito Democratico.

Ultime notizie riforma pensioni 2015 di Renzi: bocciatura Quota 97 e 100

Il governo Renzi non riesce a trovare un accordo sul sistema di flessibilità da proporre nella riforma pensioni 2015: le ultime notizie rivelano come le priorità siano essenzialmente due, introdurre un anticipo sull'età pensionabile ma senza costi aggiuntivi sulla spesa sociale per la previdenza, e una forma di sostegno al reddito per i disoccupati ultra 55enni.

L'Inps, la Ragioneria dello Stato e il governo Renzi stanno studiando oramai da due settimane alcune ipotesi per la riforma delle pensioni: sembra che però le due proposte di Damiano stiano andando verso la 'bocciatura' definitiva. La Quota 100, con uscita con 62 anni di età e 38 anni di contribuzione, viene considerata troppo "costosa" perché prevedrebbe una spesa di 10 miliardi di euro. Di poco inferiore la spesa prevista per la Quota 97, 62 anni di età e 35 di contributi ma con penalizzazione dell'8%, che si attesterebbe intorno agli 8,5 miliardi di euro.

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Gli esperti fanno notare che le spese sono ancora troppo alte e che l'Unione Europea non accetterebbe mai un intervento tanto radicale e dispendioso su una voce di spesa sociale come quella previdenziale. La spada di Damocle dell'Europa continua a pendere sui bilanci italiani.

Il contributivo: ultime notizie riforma pensioni 2015 governo Renzi

Sembra, però, che il governo Renzi si stia spaccando proprio sull'ipotesi contributivo da inserire nella riforma pensioni 2015: si tratterebbe di un'ipotesi simile all'opzione donna, ma che porterebbe con sé un taglio sostanziale degli assegni previdenziali.

Secondo alcuni dati proposti dal sito PensioniOggi, con il sistema contributivo vi sarebbe un taglio delle pensioni dal 25% al 35% rispetto alle ultime retribuzioni lorde annue precedenti l'uscita dal mondo del lavoro. L'ipotesi non piace ad una parte del PD, che potrebbe però cedere alle pressioni che sembrano venire dall'Inps di Boeri, a cui piace l'idea del passaggio al contributivo, e dal governo Renzi che non vuole produrre situazioni di attrito con le istituzioni europee. È chiaro che, dunque, ancora una volta la partita non si giochi soltanto sul livello nazionale, la 'bocciatura' della Quota 97 e 100 è da considerarsi funzionale al ruolo che l'Italia deve tenere in Europa e al rispetto delle prescrizioni che provengono da Bruxelles.

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