Le parole di ieri in commissione lavoro alla Camera di Boeri hanno scatenato un terremoto per quanto riguarda la riforma delle Pensioni. Vediamo le ultime news di oggi 11 giugno 2015, con la risposta di uno dei coinvolti: Cesare Damiano, autore delle proposte di quota 97 e quota 100 bocciate dal presidente Inps ieri. Boeri continua così la sua linea che prevede la soluzione del ricalcolo contributivo per chi vuole andare in pensione anticipata, estendendo in qualche modo quella che è l'opzione donna anche agli altri soggetti che vogliono uscire dal mondo del lavoro in anticipo.

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Il Governo da che parte si schiererà?

Ultime Pensioni oggi 11 giugno 2015: Boeri boccia quota 97 e quota 100

Tra i vari temi toccati ieri nell'audizione di Boeri, ci soffermiamo brevemente sulle parole che il presidente INPS ha rilasciato sul tema della riforma pensioni tramite quote: " L'uscita con 62 anni e 35 anni di contributi con la penalità dell'8% può avere un costo massimo sino ad 8,5 miliardi di euro; la proposta sulla quota 100 ha un costo sino a 10,6 miliardi di euro. Costi ingenti che non sono sostenibili da un punto di vista attuariale".

Una bocciatura decisa insomma, motivata con le stime dei costi che non sono sostenibili secondo Boeri. Il presidente però ha lasciato uno spiraglio aperto, ricordando che in ogni caso "E' il Parlamento che dovrà decidere cosa fare, l'Inps si limita a fornire un supporto per le decisioni".

Pensioni oggi, news su quota 97: parla Damiano e risponde a Boeri

Stando alle ultime news di oggi 11 giugno sulle Pensioni, Cesare Damiano non si da per vinto e dopo aver incassato le critiche di Boeri alle sue proposte, ha risposto che continuerà a trattare con il Governo e che è intenzionato a correggere la riforma Fornero sulle pensioni con misure che abbiamo "costi governabili".

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In risposta a Boeri su quota 97 e quota 100, Damiano ha detto che "Le stime indicate da Boeri prendono a riferimento lo scenario in cui tutti gli aventi diritto decidessero di uscire a 62 anni, ma i costi effettivi dunque potrebbero essere inferiori a quelli indicati". Ora non resta che aspettare la fine di giugno, quando il Governo e l'INPS formuleranno le loro proposte e si potrà vedere se ci sarà qualcosa di valido in sostituzione della quota 97 o della quota 100. Dita incrociate, sperando che ancora una volta i beffati non siano i lavoratori.

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