Già dalla fine dell'estate scorsa, quando è stata avanzata una prima bozza del programma poi divenuto legge e noto come 'La Buona Scuola', che per molti, tra cui docenti, studenti e sindacati, di buono sembra avere ben poco, il Ministro della Pubblica Istruzione parlava dei supplenti della scuola, di coloro che hanno servito il sistema scolastico per anni, come di un male della società, utilizzando quel suffisso di origine greca volto ad indicare qualcosa di patologico - la supplentite - per sottolineare l'esigenza di sopprimere il fenomeno.

E così, come ha riportato il magazine La Presse qualche mese fa, quando il ddl ha ricevuto la sua 'combattuta' approvazione, il Ministro Stefania Giannini non ha potuto fare a meno di sottolineare il grande passo avanti compiuto rispetto a quel fenomeno della 'supplentite' che ha afflitto per decenni il sistema scolastico italiano. Ebbene, stando agli obiettivi prefissati dal governo, con l'applicazione della riforma scolastica non dovrebbero più esserci supplenze, ma che dire dei precari? Il sistema delle immissioni in ruolo, infatti, eliminerebbe solo una parte di essi, ma il precariato nella sua totalità non verrebbe assorbito. Vediamo perché.

Assunzioni solo per una parte dei precari

Il piano di assunzioni riguarda esclusivamente i docenti precari delle GAE (graduatorie ad esaurimento). Si tratta di coloro che hanno conseguito l'abilitazione con le SSIS, poi soppresse e sostituite da altri percorsi abilitanti, come TFA (tirocinio formativo attivo) e PAS (percorsi abilitanti speciali). Dunque, il sistema di reclutamento della Buona Scuola prevede l'assunzione solo dei primi, oltre che dei vincitori e idonei dei concorsi. Gli altri abilitati, molti dei quali con anni di esperienza e meritevoli per aver superato dure prove selettive come quelle proposte nel caso dei tirocini formativi attivi, vengono completamente esclusi dal piano e dovranno ancora dimostrare di essere all'altezza del ruolo che meritano superando le selezioni del concorso 2015/2016.

Le GAE non si esauriranno

Le ultime due fasi del reclutamento del piano delle immissioni in ruolo non prevedono un'aggiunta di posti rispetto a quelli messi a disposizione del MIUR nelle prime due fasi. Dunque, qualora i concorrenti riuscissero a ricoprire il totale dei posti messi a disposizione nelle prime due fasi, non ci sarebbe nessuna disponibilità aggiuntiva. Infatti, le domande che dovranno essere compilate nelle ultime due fasi dovranno necessariamente essere rivolte a tutte le provincie italiane. Dunque, nessun posto aggiuntivo, ma solo posti residuali e rimanenti, in mancanza di aspiranti in GAE o in GM, facenti capo al contingente iniziale di riferimento. Le difficoltà che la mobilità nazionale potrebbe comportare per molti sono insite nella scelta stessa di rendere la domanda in queste ultime due fasi facoltativa, senza conseguenze di depennamento dalle graduatorie, destinate ad estinguersi per vie naturali, in caso di non compilazione. Dunque, le GAE, stando così i fatti, molto probabilmente non si esauriranno del tutto.



Non doveva il nuovo piano di reclutamento della riforma della scuola rappresentare la volta buona per annientare il macigno del precariato? Al momento la risposta sembra essere negativa e, ancora una volta, lo slogan tanto sbandierato lascia il tempo che trova.
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