Buone notizie per tutti i lavoratori in attesa del rinnovo del contratto: con l’approvazione da parte del Senato del decreto legge 78/2015, è stato finalmente allentato, come richiesto da più parti, il patto di stabilità interno, e questo sicuramente apporterà molti vantaggi. In deroga al decreto sul pubblico impiego, le Città Metropolitane e le Province che non rientrano nei termini stabiliti dal patto di stabilità, potranno comunque stipulare contratti a tempo indeterminato con scadenza al 31 dicembre 2015.

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Le nuove disposizioni

Le stringenti disposizioni in materia di pubblico impiego, alla luce del patto di stabilità interno per il contenimento della spesa totale per il personale, imponevano alle province il divieto di assumere nuovi lavoratori con contratti a tempo indeterminato, e per consentire la continuità dei servizi in essere le norme consentivano solo la proroga dei contratti a termine già esistenti, al fine di sopperire alle necessità degli enti.

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Pur con la condizione che sia garantito l’equilibrio contabile inerente al periodo interessato, con le nuove disposizioni è concessa la facoltà di stipulare nuovi contratti a tempo indeterminato fino al 31 dicembre 2015. Anche i contratti part - time, hanno subito importanti cambiamenti con l'entrata in vigore della nuova riforma del lavoro.

Le altre importanti novità

Tra le novità apportate dal decreto legge, una tra le più importanti è quella inerente alle sanzioni per il mancato rispetto dei vincoli del patto di stabilità: le sanzioni previste per i comuni che non hanno mantenuto la spesa dell’anno 2014 entro i vincoli imposti dal patto di stabilità interno, sono state rideterminate al ribasso, con evidente soddisfazione degli amministratori locali, sempre alle prese con i continui problemi di bilancio.

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La nuova sanzione è stata determinata in misura del 20% della differenza tra il saldo finanziario del 2014 e il saldo obbiettivo dello stesso periodo temporale. Tale sanzione comunque, non può essere superiore al 2% delle entrate correnti risultanti dall'ultimo bilancio consuntivo. La percentuale è stata ridotta in un secondo momento, visto che inizialmente era stata prevista nell’ordine del 3%. Pur essendo state ribassate le sanzioni per il mancato rispetto dei vincoli del patto di stabilità, le stesse comunque continuano a restare in vigore, a tutela del patto stesso.

Le novità per il personale delle province

Per quanto riguarda il personale in forza nelle province, le novità apportate dal nuovo decreto sono diverse. La prima riguarda il distaccamento del personale presso altri istituti risultante al 31 dicembre 2014. Le nuove norme prevedono che questo personale sia trasferito stabilmente negli enti nei quali al momento prestano la loro opera lavorativa. Affinché il trasferimento si perfezioni però, devono essere soddisfatte delle determinate condizioni: per prima cosa è necessario il consenso dell’interessato, inoltre, deve essere verificata la capienza dell’organico nell'ente verso il quale è diretto il nuovo personale, oltre alla verifica delle risorse finanziarie necessarie alle assunzioni.

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In regime della spesa corrente, la sostenibilità finanziaria deve comunque essere garantita. Altre novità riguardano il trasferimento dei lavoratori della polizia provinciale ai comuni, che viene calmierato, oltre al riconoscimento ai comuni stessi della facoltà di assumere a tempo indeterminato il personale che si rende necessario per l’offerta dei servizi educativi e scolastici.

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