Nella Legge di Stabilità 2016  c’è l’introduzione di una maggiore flessibilità in uscita verso il pensionamento. L’ipotesi  più accreditata è quella di consentire il pensionamento anticipato ai lavoratori che hanno raggiunto i 63 anni di età, con una decurtazione dell’assegno previdenziale non più del 2%, ma del 3%, per ogni anno di anticipo rispetto agli attuali 66. La spesa a carico dei conti pubblici sarebbe intorno al miliardo di euro da colmare nei bilanci degli anni successivi, garantendo quella sostenibilità chiesta dall’Unione europea.

Ma cosa vuol, dire il taglio alle pensioni . In pratica il minore costo del lavoro verrebbe pagato dai lavoratori con un taglio all’assegno pensionistico. In tal modo l’Inps subirebbe maggiori esborsi di cassa (indicativamente per i primi anni della riforma), ma in futuro avrebbe minori passività pensionistiche da liquidare.

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L’operazione tenderebbe al neutrale e la riduzione del costo del lavoro verrebbe barattata con minori Pensioni future.

L'intervento di Renzi, avvenuto ieri, ha rinnovato gli ultimi proclami relativi al taglio delle tasse che dovrebbe partire il 2016. Alla luce dei risultati attuali forse sarebbe stato meglio evitare di buttare nel water dieci miliardi annui per gli 80 euro. Ma qualcuno dovrebbe far capire a Renzi che sinora ha già fatto abbastanza errori, e tutti mediamente gravi e permanenti.

L'intervento di Padoan

L’intervento  del ministro Padoan al meeting di Rimini di Comunione e Liberazione sul tema “Formazione, apprendistato e flexicurity: la via italiana per sostenere lo sviluppo e l’occupazione” era atteso per chiarire la posizione del governo in merito.

 Il ministro, in un'intervista a "ilsussidiario.net" alla vigilia del suo intervento al Meeting di Comunione e Liberazione aveva detto che "Il clima economico globale si e' sicuramente 'intiepidito': La zona dell'euro nel suo complesso cresce poco, ma le recenti cifre di crescita per l'Italia confermano il quadro del Def". E stessa la cosa ha ribadito stamane ricordando quali sono "i pilastri della politica della crescita del governo: una grande agenda di riforme strutturali, bisogna migliorare il mercato del lavoro, il sistema di giustizia civile, la pubblica amministrazione, la scuola che è la riforma chiave che crea il capitale umano, bisogna introdurre le riforme e poi attuarle. E abolire nel corso del 2016 l'Imu e la Tasi per tutti,  è credibile solo con un taglio delle spese".

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Nessun accenno quindi alle pensioni sulle quali si sperava facesse un passaggio. 

La realtà

Si comprende quindi che, oltre alla solita propaganda elettorale, nel governo non regni unità di intenti e di vedute. Inoltre dichiarazioni come quelle di Zanetti scaldano ancora di più gli animi dei lavoratori. " La flessibilità in uscita è una buona cosa, a patto però che venga strutturata senza gravare sulla fiscalità generale. E' giusto dare ai cittadini la possibilità di scelta di anticipare l'ingresso in pensione, a patto però che chi fa questa scelta se ne faccia anche carico, accettando un ricalcolo della pensione col contributivo ricevendo quindi quello che gli spetta, nulla di meno ma anche nulla di più". 

L'unico a rendersi conto delle esigenze dei lavoratori, e in particolare dei precoci, è l'on.

Damiano che ha capito l'ingiustizia sociale perpetrata a sfavore di chi per 41 anni ha lavorato assiduamente.