Il dibattito parlamentare sulla riforma del sistema previdenziale riprenderà, con forza, la prossima settimana, al termine della pausa estiva. Molte sono le questioni ancora aperte in via di definizione da parte del governo Renzi, che dovrà trovare il giusto equilibrio che porti ad un abbassamento dei limiti temporali pensionistici. Tra le varie problematiche, che dovranno essere affrontate nel più breve tempo possibile, c'è quella dei lavoratori precoci.

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I lavoratori precoci attendono una soluzione da parte del governo Renzi

Chi sono i lavoratori precoci? Sono quelle persone che hanno iniziato a lavorare molto giovani, prima del compimento del 18esimo anno di età e che, allo stato attuale, hanno versato almeno 41 anni di contributi. Si aspetta che il governo, guidato dal premier Matteo Renzi, possa dare una risposta immediata a questa categoria di lavoratori che chiede di essere assoggettato ad una legge ad hoc che tenga conto solamente degli anni di contribuzione versati senza considerare l'età anagrafica.

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Legge che potrebbe essere inserita già nella prossima Legge di Stabilità, in approvazione entro il mese di dicembre. I lavoratori precoci, in questi ultimi giorni, stanno facendo sentire la loro voce tramite un gruppo nato sul social network Facebook, con il quale si chiede una maggiore considerazione da parte dell'esecutivo.

Saranno applicati degli interventi negativi nella prossima Legge di Stabilità

Intanto, sul tavolo del premier Renzi, sono presenti molte proposte che mirano ad inserire nella legge pensionistica un sistema flessibile che possa portare ad un ricambio generazionale attraverso l'abbassamento dell'età pensionabile.

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Pensioni

La priorità assoluta sembra essere quella di arrivare all'applicazione di interventi negativi, come ad esempio i tagli alle Pensioni di invalidità e di reversibilità, mentre sembra lontana l'introduzione di un nuovo sistema di flessibilità in uscita. Probabilmente, il presidente del Consiglio, insieme ai tecnici del Ministero dell'Economia, dovrà valutare le risorse economiche a disposizione per poter attuare una riforma che tenga conto delle varie proposte arrivate nelle aule parlamentari.

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