Con la riforma delle Pensioni attualmente allo studio del governo, potrebbe cambiare anche la percentuale di reversibilità spettante ai superstiti. La commissione del lavoro a Montecitorio si sta occupando della questione, in seguito alle proposte di legge presentate per favorire un aumento della parte spettante agli aventi diritto. Inoltre si sta pensando di limitare le penalizzazioni per chi possiede un reddito proprio, soggetto ad oggi a notevoli riduzioni dell'assegno di reversibilità. 

Quattro proposte di riforma della pensione di reversibilità

Attualmente sotto la lente di ingrandimento della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati ci sono quattro proposte di legge, presentate prime delle ferie di agosto.

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La Rostellato-Labriola, propone di concedere al coniuge superstite senza reddito il 100% della percentuale spettante al defunto e di raddoppiare il reddito minimo che sancisce una riduzione del 25%. Ad oggi chi possiede un reddito fino a 19.593,21 euro non subisce alcuna riduzione, quindi con la proposta vuole raddoppiare questo limite, operazione di riforma molto articolata.

Gli altri disegni di legge non sono da meno

La proposta Bobba risulta ancor più auspicabile per gli aventi diritto, concedere la cumulabilità del reddito con quello del defunto, ma inserendo un imposta lorda del 20%.

Tutto è cominciato con la discussa riforma Dini del 1995 quando vennero inserite le percentuali per reddito. Sono vent'anni esatti che non ci sono sostanziali cambiamenti nel campo reversibilità, nonostante i continui solleciti da parte dei sindacati e delle organizzazioni preposte.

Tutto nasce per favorire chi dichiara i redditi

Lo scopo dei disegni di legge è concedere un aumento a chi fa la dichiarazione dei redditi annuale rispetto a chi invece la boicotta per non incorrere in riduzioni. Ma resta da chiarire, qualora le proposte di legge risultassero valide, come individuare gli evasori fiscali e chi compila dichiarazioni dei redditi fasulle per non perdere il diritto alla pensione di reversibilità.

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