In questo caldo agosto proseguono quotidianamente le discussioni intorno alla riforma Pensioni uomini e donne. Due i gruppi più attivi che, nonostante le temperature da record, non hanno abbassato la guardia sul versante pensionistico e, anzi, stanno proseguendo l'incessante pressing nei confronti del Governo Renzi. Da un lato troviamo i precoci che, iscritti al gruppo Facebook  'lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti', chiedono con forza la quota 41 senza penalizzazioni, e dall'altro le lavoratrici donne iscritte al gruppo 'opzione donna proroga al 2018' che, essendo rimaste fuori, dall'imminente successo delle 'sorelle maggiori' (che hanno vinto le resistenze del Mef e che potranno contare sulla proroga della c.d opzione donna fino al 31/12/2015) chiedono l'estensione della pensione anticipata a 57 anni fino al 2018.

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Entrambi i gruppi si stanno muovendo con numerose iniziative per far sentire la propria voce all'esecutivo Renzi in vista della prossima Legge di Stabilità. Eccovi i dettagli.

Lo sdegno cresce e le richieste si fanno più insistenti

Amareggiati e sdegnati, i lavoratori precoci hanno di recente condiviso un post sul loro gruppo che riporta le parole di Gigi Bonfanti, segretario dei pensionati della Cisl il quale, intervistato da 'Repubblica', dice di essere orgoglioso e fiero della pensione che prende perché più che meritata, avendo lavorato una vita.

La pensione di Bonfanti e' pari a 225 mila euro lordi l’anno, di cui 143 mila euro di pensione e la restante parte di indennità. Le sue dichiarazioni hanno sollevato un coro di polemiche, soprattutto tra i lavoratori precoci, i quali hanno commentato, senza nascondere lo sdegno e la rabbia, dicendo che 'mentre i lavoratori che hanno lavorato 41 anni non meritano forse la pensione, che ancora ci si ostina a chiamare anticipata?'.

Tra le ultime iniziative promosse dal gruppo dei precoci, agguerriti più che mai dopo l'ennesima 'beffa', anche quella di G.S., che ha lanciato una petizione diretta al Governo Italiano (che puo' essere firmata sul sito sul sito change.org), che così recita : 'Approvino, senza se e senza ma, la P.dl 857 dell'onorevole Damiano. 41 anni di contributi per andare in pensione'; la petizione ha già riscosso in poche ore un notevole successo.

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I lavoratori uomini non sono gli unici a battersi per i propri diritti: sul web sono attive più che mai anche le lavoratrici donne iscritte al gruppo 'Opzione donna proroga al 2018', arrivato in poche settimane a 1000 iscritte. Queste donne più giovani, rimaste escluse dalla recente vittoria di Damiano e dalla proroga al 31/12/2015, sperano che i Ddl della Lega e del Movimento 5 Stelle vengano tenuti in considerazione, al fine di poter usufruire dell'opzione donna fino al 31/12/2018.

Pochi giorni fa, una delle referenti del gruppo, G.G., ha scritto un'email al premier Renzi , visibile per intero sulla pagina ufficiale del gruppo, in cui dice, riferendosi al notevole numero di iscrizioni conseguito: 'Queste NON devono essere considerate semplicemente dei numeri, perché dietro ad esse ci siamo noi Donne Italiane, le donne del “Suo Paese”, che stanno lottando per portare avanti proprio il Suo pensiero sulla flessibilità in uscita'.

Riuscirà il premier Renzi nella prossima Legge di Stabilità a tener conto delle richieste dei precoci e delle donne, ossia Quota 41 senza penalizzazioni e la proroga della c.d opzione donna fino al 2018?