Il MIUR, il Ministero dell’Istruzione dell’Università e Ricerca ha reso pubblici i dati definitivi delle domande di partecipazione alle assunzioni previste per la fase B e C della Legge sulla Buona Scuola. Il paventato flop delle domande non c’è stato dal momento che sono state presentate 71.643 domande. Come era prevedibile la maggior parte delle domande provengono dal Sud Italia con oltre il 30% delle domande che sono pervenute dall’accoppiata Campania e Sicilia.

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È noto infatti che la maggioranza dei docenti precari è meridionale sia per il minor numero di scuole disponibili che per il più alto tasso di disoccupazione. È per questo motivo che i sindacati, i docenti interessati e le opposizioni di Governo sottolineano il rischio che ina gran parte degli insegnanti rischiano assegnazioni di cattedre con trasferimenti chilometrici rispetto alle Province scelte in domanda.

Come verranno assegnate le cattedre?

Il Governo conta di assumere tutti i docenti che hanno presentato domanda.

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Scuola

Infatti delle oltre 71mila domande, molte sono pervenute da docenti che sono già stati assunti con le prime fasi previste per il turn over. I numeri del MIUR parlano di oltre 65mila docenti da assumere entro settembre con la fase B e tra ottobre e novembre con la fase C. I parametri che utilizzerà il MIUR per consentire le assunzioni sono il punteggio del singolo insegnante, l’ordine con cui il docente ha inserito le 100 province dove desidera lavorare e naturalmente la caratteristica della cattedra libera da assegnare.

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Una volta che il MIUR assegnerà la cattedra al docente, comunicherà allo stesso la Provincia di assegnazione e la materia della cattedra a disposizione. Al docente saranno concessi 10 giorni di tempo per rispondere alla chiamata ed in caso di rinuncia o di nessuna risposta la cattedra verrà riassegnata ed il docente perderà il diritto di assegnazione, cioè verrà tagliato fuori dalle assunzioni.

L’ esodo forzato di cui tanto si parla

Balza all’occhio il fatto che un docente anche se assegnato a sedi lontane da quelle sognate debba per forza di cose accettare la destinazione se non vuole uscire dal piano di assunzioni.

Sembra una specie di ricatto e su questo che i denigratori del decreto egli oppositori di Governo puntano il dito. Dal Ministero però fanno sapere, anche se non si capisce con quale criterio, che il fenomeno della migrazione sarà limitato. Innanzi tutto è previsto che coloro che hanno già in corso una assegnazione di supplenza per questo anno scolastico, potranno rimandare l’accettazione della cattedra qualora siano stati scelti per queste due fasi di assunzioni.

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La cattedra resterà vacante per l’anno scolastico in questione e si attenderà la scadenza della supplenza dell’insegnante che poi prenderà possesso del posto assegnatogli solo per l’anno scolastico 2016/2017.

Tutto questo naturalmente a discapito degli alunni e dell’insegnamento in genere. Un altro rischio quasi certo è che per evitare la migrazione a macchia d’olio saranno assegnati posti a docenti specializzati in materie diverse da quelle che dovrebbero insegnare.

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Dal Governo però fanno sapere che nonostante le assegnazioni lontane, ai docenti sarà consentito di chiederà l’avvicinamento per l’anno scolastico successivo con il piano di mobilità straordinario del 2016 accettando la cattedra ma senza il vincolo triennale previsto.

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