Le ultime dichiarazioni di Boeri rientrano tra le più importanti novità sulle Pensioni ad oggi, mercoledì 30 settembre. Il presidente dell'Inps, durante la presentazione del rapporto World wide, ha affermato che l'Italia dovrebbe riflettere sulla possibilità di non pagare ai pensionati residenti all'estero la parte non contributiva delle loro prestazioni. Dopo aver dato la sua ricetta per una riforma pensioni definitiva da parte del governo Renzi, il professore della Bocconi è tornato a parlare di pensioni soffermandosi sul particolare caso dei pensionati all'estero.

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Paradossale – Le ultime novità sulle pensioni di oggi hanno per protagonista Boeri, che nel suo intervento in occasione della presentazione del rapporto World wide ha definito paradossale come l'Italia sia uno dei pochi Paesi all'interno dell'Unione Europea a riconoscere la portabilità extra Ue della componente non contributiva dell'assegno previdenziale, mentre nel nostro stesse Paese manca una rete di assistenza sociale.

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Parole forti quelle del presidente dell'Inps, che dimostra ancora una volta di non aver paura ad affrontare argomenti scomodi.

Risposte – Non sono tardate ad arrivare le prime risposte in merito a quanto dichiarato da Boeri sugli assegni previdenziali dei pensionati all'estero. Per esempio l'utente P. invita Boeri, qualora volesse incidere sulla politica economica, a presentarsi alle elezioni con un programma.

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Pensioni

Una volta eletto potrebbe ricoprire il ruolo di ministro dell'Economia, continuando a raccontare le sue idee. Ma fino a quando resterà presidente dell'Inps dovrebbe limitarsi a lavorare umilmente e migliorare la produttività del “carrozzone” assegnatogli.

Il vertice – Intanto sono ore decisive per la riforma pensioni del governo Renzi. Oggi infatti, secondo le parole di Andrea Bassi de Il Messaggero, dovrebbe tenersi il tanto atteso vertice tra Renzi, Padoan e Poletti per decidere quale strada intraprendere relativa all'introduzione della flessibilità in uscita, una delle correzioni più attese al testo della legge Fornero.

Il ministro dell'Economia ha specificato che la flessibilità non sarà a costo zero. La sensazione è che a pagare sarà il cittadino stesso, che per andare in pensione con qualche anno di anticipo dovrà rinunciare ad una percentuale dell'assegno più o meno rilevante. Sarà fondamentale capire a quanto ammonterà il più o meno rilevante.

La posizione del M5S – Difronte all'iniziativa del governo in merito alla riforma pensioni, il Movimento 5 Stelle più che essere scettico è convinto che l'esecutivo Renzi sta soltanto creando un'altra riforma come quella della Fornero, perché tagliare le pensioni per permettere ai lavoratori di uscire prima dal lavoro non significa eliminare la riforma Fornero ma crearne un'altra.

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A dirlo è Luigi Di Maio, che in questi giorni ha rilasciato importanti dichiarazioni in occasione di un'intervista a Repubblica Tv.

I sindacati – Tra gli interventi più importanti all'interno del mondo dei sindacati c'è quello di Vera Lamonica, segretario confederale della Cgil, la quale, attraverso una nota stampa, ha parlato in difesa della categoria dei lavoratori precoci, sostenendo come sia necessario consentire al cittadino di andare in pensione dopo una certa età di contributi.

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Lamonica ha specificato che sarebbe opportuno non salire sopra i 41 anni. Una battaglia che sembra persa in partenza quella di Vera Lamonica, visto che la proposta quota 41 di Cesare Damiano pare essere stata dimenticata dal governo.

Dai social – In queste ultime ore sono sempre più numerose e pesanti le critiche contro il governo in riferimento alle ipotizzate correzioni alla riforma pensioni della Fornero. E voi che cosa vorreste dire/chiedere a Renzi e ai suoi ministri?

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