Il tema della flessibilità in uscita è da tempo l'argomento del giorno. Tutti la cercano, tutti la vogliono, tutti la propongono. Sembra sia diventata la panacea di tutti i mali del welfare nazionale, la “femme fatale” del cavaliere riottoso. Ma se tutti ne chiedono la sua attuazione, tutti nel contempo ne propongono modalità differenti. Il Governo dovrà scegliere a breve con la legge di stabilità, sia il come, sia il quanto, dovendosi districare tra sostenibilità economica e necessità di attuazione.

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L'occasione per meglio valutare come affrontare l'aspetto della compatibilità economica ci sarà data dal governo dopo il 20 settembre con la presentazione del documento economico-finanziario (Def), sulla cui base e sulle cui risultanze poi si potrà poggiare l'assetto della legge di stabilità 2016.

Sostenibilità e necessità per la flessibilità in uscita dovranno fare i conti con il Def

Il fronte di chi chiede una revisione delle rigide norme della legge Fornero è vasto, questo lo abbiamo scritto e ripetuto più volte.

Lo stesso governo, per bocca del ministro Giuliano Poletti, conviene sulla giustezza dell'intervento, definendo il tema ormai “ineludibile”. Inoltre permettere di uscire dal lavoro con una maggiore flessibilità, potrebbe essere anche di aiuto per incentivare quella staffetta generazionale tanto invocata quanto necessaria e limitare lo stanziamento di fondi per i lavoratori over 55enni rimasti senza lavoro. Già, ma quale strada intraprendere per conciliare compatibilità e ineludibilità?

La legge di stabilità è ormai prossima e bisognerà arrivarci con le idee chiare e condivise.

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Il Def che verrà presentato dopo il 20 settembre meglio ci chiarirà lo stato dei conti e la possibilità di conciliare rigore e flessibilità. Poletti ne è cosciente e coglie di buon grado l'apertura del presidente Damiano, su una possibile mediazione per una flessibilità che sia equamente penalizzante.

Cosa propone Damiano, quale la mediazione possibile? Quota 41 e proroga opzione donna che fine faranno?

Come si sa Damiano, insieme a Baretta, ha presentato una proposta di legge, il ddl 857, che prevede il pensionamento anticipato per chi ha 35 anni di contributi e 62 anni di età con una penalizzazione massima dell'8% sulla pensione (2% per ogni anno mancante al raggiungimento dei requisiti previsti dalla normativa vigente).

Oggi a fronte della proposta contenuta nel piano Boeri di un ricalcolo pieno dei contributi, si dichiara disponibile a mediare pur di arrivare ad una soluzione condivisa. La nuova proposta del presidente Damiano, prevede una differenziazione della penalizzazione sulla base dell'entità della pensione percepita e cioè del 2% fino a 1500 euro mensili e del 3% al di sopra di tale cifra. Ferma, invece, la proposta quota 41 per i lavoratori precoci e la richiesta di proroga dell'opzione donna. Su tali proposte si sono aperte nuove riflessioni, e lo stesso ministro Poletti sembrerebbe valutare con maggiore attenzione l'ipotesi di mediazione Damiano.

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Di certo sappiamo che le prime decisioni non sono lontane. Difatti il governo con l'aggiornamento del Def tra il 20 settembre ed il 15 ottobre solo allora ptrà far conoscere i soldi a disposizione per la legge di stabilità 2016 e gli interventi che si potranno realizzare in tema di welfare.

Non ci resta che attendere e pazientare per qualche giorno ancora. Fateci sapere come voi la pensate, commentando la notizia. Intanto cliccate su “segui” posto in alto sopra al titolo.