Nessun taglio del 30 % sugli assegni pensionistici e no al ricalcolo col metodo contributivo, è quanto prevede la proposta del Presidente dell'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale Tito Boeri. Il piano, infatti, detta le norme su una riduzione equa sugli assegni a favore di tutti quei lavoratori che decidono di interrompere anticipatamente la propria attività lavorativa.

Ecco cosa prevede il piano Boeri

Stando a quanto specificato sul sito d'informazione "Pensioni Oggi", nel piano elaborato da Tito Boeri è previsto anche una sorta di ammortizzatore sociale per i disoccupati over 55 che sono ancora lontani dal pensionamento, il cosiddetto reddito minimo garantito.

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Per i lavoratori che, invece si sono lasciati alle spalle carriere lavorative discontinue, il decreto prevede la valorizzazione della contribuzione mista che consentirebbe a questa categoria di lavoratori di perfezionare i requisiti utili al pensionamento. Un sistema che consisterebbe nella ricongiunzione dei contributi versati in più gestioni previdenziali al fine di ottenere un unica prestazione pensionistica. 

Resta ancora in ballo l'idea sostenuta a suo tempo dall'ex ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Enrico Giovannini basata sul prelievo di solidarietà da effettuarsi agli assegni più elevati atto a finanziare le pensioni di livello inferiore.

L'altra novità inclusa nella proposta di legge di Boeri, riguarda la possibilità data ai lavoratori  di continuare il versamento dei contributi anche dopo aver ricevuto il trattamento previdenziale con lo scopo di incrementare l'importo dell'assegno.

Dal 2016 cambiano i requisiti per le donne

Da non dimenticare, che secondo la normativa attualmente vigente le lavoratrici di sesso femminile potrebbero richiedere il pensionamento dopo il raggiungimento dei 63 anni e 9 mesi di età anagrafica (lavoratrici dipendenti) e 64 anni e 9 mesi di età per le lavoratrici autonome.

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Cosa che non durerà a lungo visto che, a partire dal prossimo anno a causa dell'adeguamento dei requisiti alla speranza di vita. Infatti, sempre come riportato da "Pensioni Oggi", l'età passerà a 65 anni e 7 mesi per le lavoratrici dipendenti e 66 e un mese per la lavoratrici autonome.