Secondo la calendarizzazione della Commissione Lavoro alla Camera, oggi 30 settembre riprendono i lavori sulla riforma delle pensioni 2015 del governo Renzi: le ultime news raccontano come la linea dell'esecutivo dovrebbe riguardare un doppio intervento da inserire direttamente nella Legge di Stabilità 2016, rinviando di fatto qualsiasi tipo di riforma strutturale ad una misura che arriverebbe in un secondo momento. Le novità riguardano soprattutto gli esodati e la proroga dell'Opzione Donna: a quanto pare, i due interventi mirati dovrebbero essere uno a favore degli esodati e, soprattutto, degli esodandi, con l'estensione della settima salvaguardia e misure ad hoc per i lavoratori disoccupati e avanti negli anni, e un'altra riguardante la tanto attesa proroga del regime speciale per le donne.

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Per quanto riguarda la flessibilità, invece, si parla di una misura successiva, dal momento che soprattutto il MEF ha chiesto più tempo per valutare il rapporto costi-benefici di un intervento in tale direzione. L'idea sarebbe comunque quella di una legge delega al Governo per agire direttamente sulla materia previdenziale.

Gli interventi di Guidi e Baretta sulla riforma pensioni 2015 del governo Renzi, ultime news  

Intanto continua il dibattito politico sulla questione della flessibilità e della riforma delle Pensioni 2015: alcuni esponenti del governo Renzi, infatti, si sono detti convinti della necessità di un intervento in questo senso, dando maggiore forza alle opzioni già in campo.

Ad intervenire sono stati il ministro Federica Guidi e il sottosegretario Baretta, entrambi convinti che la strada della flessibilità sia necessaria anche per rilanciare l'occupazione e riattivare il circolo spezzato delle assunzioni. In questa direzione, infatti, si inseriscono altri provvedimenti che potrebbero trovare posto all'interno della legge di Stabilità 2016: si fa sempre più avanti, l'idea di una sorta di 'welfare aziendale', una forma di contrattazione diretta tra imprese e sindacati basata sugli incrementi di produttività.

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La giornata di oggi 30 settembre vede anche un importante discussione sulla questione della settima salvaguardia per gli esodati: infatti, è in programma la votazione sugli emendamenti alla proposta di legge, in maniera tale da poter presentare al più presto il testo definitivo al governo Renzi.

Nel frattempo, comunque, è arrivato anche l'ultimo intervento di Cesare Damiano, il quale ha sottolineato come la sua proposta di riforma delle pensioni (la cosiddetta Quota 97) porterebbe più benefici che costi: se è vero che lo Stato ci andrebbe a perdere con l'uscita anticipata di 4 anni, per i restanti 18 anni (calcolati sulla base delle aspettative di vita), il risparmio sull'assegno pensionistico sarebbe piuttosto alto.

Insomma, se il MEF sta calcolando il rapporto costi-benefici non deve farlo soltanto nell'immediato, ma in prospettiva e ragionando sui lunghi periodi. La richiesta di Damiano al governo Renzi è piuttosto esplicita: non bisogna rinviare la flessibilità in uscita, ma inserirla direttamente all'interno della Legge di Stabilità. Il braccio di ferro continuerà ancora per un paio di settimane, ma le attese potrebbero essere tradite: la linea dell'esecutivo sembra essere stata decisa, gli interventi strutturali sulla previdenza saranno rinviati a data da destinarsi.

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