Abbassare l'età pensionabile introducendo nuovi criteri diflessibilità in uscita dal lavoro ma senza penalizzazioni sugli assegni previdenziali. E' questa la proposta da "libro dei sogni", vista la situazione economica attuale e l'orientamento del governo sul fronte della riforma Pensioni, del segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini. "Che si metta mano alla legge Fornero - ha detto il leader della nuova Coalizione Sociale - siamo assolutamente d'accordo. Però non sono d'accordo - ha aggiunto Landini - che ad abbassarsi la propria pensione siano tutti quelli che devono andare in pensione prima".

Previdenza, Landini: ridurre l'età pensionabile senza tagliare assegni a tutti

Il leader del sindacato dei metalmeccanici della Cgil, tornando a parlare oggi delle questioni esodati e flessibilità in uscita nel corso di una manifestazione dei lavoratori davanti alla sede Rai di Viale Mazzini a Roma, ha ribadito che la "pensione anticipata non è uguale per tutti perché i lavori - ha detto - non sono tutti uguali". Dai lavoratori precoci ai lavoratori sottoposti a lavori usuranti le categorie a cui si riferisce Landini che propone anche i tagli delle pensioni d'oro.

"Se ci sono disparità da affrontare nel sistema delle pensioni - ha detto il promotore della Coalizione Sociale - vanno affrontate cominciando a fare pagare quelli che prendono di più". Nuove forme di pensione anticipata equivalgono a nuovi posti di lavoro, è l'equazione proposta da Landini che ha sottolineato come proprio la rigidità in uscita dal lavoro prevista dalla legge Fornero abbia di fatto negato l'accesso a molti giovani nel mondo del lavoro.

"Sia chiaro a tutti - ha detto il segretario generale della Fiom oggi a Roma - che se è aumentata la disoccupazione giovanile, è anche perché è stata aumentata l'età pensionabile". Il pressing sul governo continua anche da parte delle opposizioni oltre che dai sindacati. "La riforma costituzionale - ha detto il leader della Lega Nord contestando l'agenda del governo - è una priorità solo per Renzi.

Per me - ha aggiunto Matteo Salvini - sarebbe opportuna una legge sul lavoro, sulle pensioni, sulla flat tax".

Pensioni, Boeri: dal 2010 sono raddoppiati i pensionati emigrati all'estero

Intanto, a proposito di previdenza, mentre si continua a discutere di nuove riforme che non vedono la luce se non a spezzoni, sono in continuo aumento i pensionati italiani emigrati per farsi pagare le pensioni all'estero dove ovviamente risulta più conveniente, come alla Canarie (in Spagna) o in Tunisia, per citare due delle mete preferite dai pensionati italiani.

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E' quanto emerge dai nuovi dati diffusi nel dossier "L'Inps e le pensioni all'estero''. Il numero dei pensionati andati via dall'Italia è passato dai 2.553 del 2010 a 5.345 nel 2014 (+109%). Dal 2003 al 2014 sono invece più di 36.500 i pensionati italiani emigrati all'estero. "Questo fenomeno - ha sottolineato oggi il presidente Inps, Tito Boeri. illustrando i dati - erode la base imponibile".

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