Nessuna rottura o scissioni perché si punta al dialogo, ma la minoranza del Pd continua a stare col fiato sul collo del Governo Renzi sulla riforma Pensioni. L'ala minoritaria dei dem propone la pensione anticipata a 62 anni senza avere i timori dell'Unione Europea. Anche perché la flessibilità in uscita dal lavoro, secondo il deputato Cesare Damiano, a lungo termine fa risparmiare oltre a poter creare quasi nell'immediato nuove occasioni di lavoro per i giovani fronteggiando così, in parte, la drammatica disoccupazione giovanile in Italia.

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Le ipotesi, ancora in forse anche se sempre più probabili, che potrebbero prendere forma nella legge di Stabilità sarebbero la nuova opzione donna e l'opzione uomo, che in sintesi prevedono il prepensionamento tre anni prima rispetto alle attuali norme.

Damiano: flessibilità nel sistema previdenziale fa risparmiare

"La flessibilità nel sistema pensionistico - ha detto ieri il presidente della commissione Lavoro della Camera commentando le ultime dichiarazioni di Renzi e Padoan - fa risparmiare".

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Secondo Damiano, facendo "un calcolo corretto", nel caso di pensioni anticipate a 62 anni al posto di 66 anni e sette mesi come prevede la legge Fornero, il costo dell'uscita in anticipo dal lavoro, per i primi quattro anni di assegni previdenziali penalizzati dell'8 %, "sarà largamente compensato - ha sottolineato l'ex ministro del Lavoro proponendo i suo calcoli - dai risparmi cumulati nei successivi diciotto anni". Si potrebbe così ottenere un risparmio, secondo il parlamentare di "Sinistra è cambiamento", "un risparmio del 4,22 %".

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I conti che fa Damiano, che lui definisce "semplici", tengono conto dell'aspettativa di vita media di uomini e donne che secondo l'Istat è a 84 anni

Minoranza Pd: non vogliamo cancellare la Fornero ma cambiarla

"Quando parliamo di pensioni - ha spiegato il presidente della commissione Lavoro - non possiamo limitarci a calcoli che si fermano ai primi anni, secondo una logica di cassa, ma - ha aggiunto - occorre fare delle proiezioni.

Solo in questo modo - secondo Cesare Damiano - si può parlare di sostenibilità del sistema che, con la nostra proposta, viene irrobustita. Rispetto ai timori dell'esecutivo a modificare la legge Fornero anche per evitare problemi con l'Unione Europea, il deputato della minoranza dem sostiene che "il Governo non deve temere i niet dell'Europa, perché - ha evidenziato ieri in una nota Damiano ribadendo gli stessi concessi espressi nei giorni scorsi - non vogliamo cancellare la riforma Fornero, ma correggerla - ha puntualizzato - e consolidarne gli effetti finanziari".

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Così la minoranza dem continua a stare in pressing sull'esecutivo. Perché anche se pare ormai certo che qualche elemento di flessibilità per le pensioni verrà inserita nella prossima finanziaria, è anche vero che il ministro dell'Economia ha spiegato ieri che ancora non sa quali sono le risorse finanziare da impegnare per la previdenza sociale spiegando che, in ogni caso, gli interventi non saranno a costo zero.

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Mentre il premier anziché dare certezze dopo mesi di promesse ha detto che continua a "sperare" che il ministro Padoan riesca nell'ardua impresa di trovare i soldi necessari a introdurre nuove forme di pensione anticipata seppur con qualche penalità ancora da quantificare.

 

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