In questi ultimi giorni di vigilia delle prime campanelle scolastiche tutti gli insegnanti si sono visti insigniti di far parte delle varie Commissioni rivolte a migliorare e aggiornare la recente novità della Legge 107/2015 per quanto riguarda l'offerta formativa delle varie scuole pubbliche italiane: il nuovo PTOF, cioè il nuovo Piano Triennale dell'Offerta Formativa. Tali docenti hanno dovuto escogitare ipotetiche ragioni e logiche che permettono di potenziare il personale docente in vista del prossimo 'arruolamento' dell'ultimo lotto di insegnanti, quello della cosiddetta fase C.

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In alcuni casi si è arrivati al ridicolo, solo per accaparrarsi uno o più docenti, come se gli Organi Collegali fossero i centri dell'Impiego. Le varie commissioni, ognuna con compiti diversi ha illustrato i propri progetti, spesso sconclusionati e privi di reale necessità ma indispensabili ad incrementare il numero dei docenti provenienti dalla prossima fase C. In testa nella selezione i docenti di sostegno (i più gettonati) e quelli di Scienze Motorie.

Ma qual'è la ragione di questa autentica 'messa in scena'? Il nuovo organico funzionale dovrà servire a coprire le future supplenze triennali. Questa, secondo tutti gli insegnanti italiani, è la vera ragione della loro assunzione.

'Mancavano solo i progetti di 'uncinetto' e poi toccavamo davvero il fondo'

Questa è la frase ricorrente tra i docenti che, in questi giorni, hanno preso parte ai vari Collegi Docenti che si sono svolti all'interno di molte Istituzioni Scolastiche italiane.

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Una situazione grottesca e imbarazzante che ha fatto inorridire chi da anni conosce i veri problemi endemici che affliggono la Scuola pubblica. Aver preso parte a queste vere e proprie 'sceneggiate' burocratiche non ha fatto altro che aumentare il senso di impotenza verso chi ha imbastito questa legge piena di contraddizioni. La più palese ed evidente tra tutte è l'anomala situazione che in questi giorni si è venuta a creare: il personale della fase B è stato selezionato a livello nazionale, mentre il personale della fase C verrà occupato su base provinciale.

Di fatto, i docenti della fase B, i quali avevano da sempre lavorato nelle scuole della stessa provincia (anche per 12 anni o più), possedendo alti punteggi in Gae - come sappiamo - in maniera perentoria sono già partiti per le nuove destinazione interregionali - questo è il caso di molti docenti siciliani ai quali è stata assegnata loro, in maniera coatta, una meta in provincia di Roma nei casi più fortunati e al Nord Italia nei casi peggiori - mentre, gli insegnanti della fase C, si ritroveranno a dover lavorare nella stessa Provincia di appartenenza, pur avendo poca esperienza e con un punteggio minore.

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Rientrano in questa categoria - come si ricorda - molti insegnanti che hanno lavorato nelle scuole paritarie italiane tra cui la consorte del Premier Matteo Renzi. Un fatto, questo, che lascia ampio spazio alle considerazioni.

E' difficile accettare questa grave situazione, anche se già il Miur è corso ai ripari con il grande Piano di mobilità straordinaria già annunciato per il prossimo anno scolastico 2016/2017. Ma la maggiore preoccupazione dei numerosi docenti neo immessi in ruolo con la terza fase della nuova riforma è quella di non trovare, il prossimo anno, nessuna sede disponibile in vista dell'elevato numero dei docenti che richiederanno il sospirato trasferimento nella propria provincia di appartenenza.

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In attesa di capire queste strane ed equivocabili scelte normative, gli insegnanti stanno già pensando a lunedì mattina quando saranno pronti a ricevere i propri alunni: forse l'unico buon motivo per tornare a lavorare!

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